15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Bersani ottiene il sì di tutti e lancia la sua corsa

Sulle primarie con Renzi restano i dubbi di molti. L'unico vero dispiacere, al Segretario, non arriva dalla sala riunioni dove è riunita la direzione, ma da Bologna: Romano Prodi è tornato a «bombardare» il PD, con perfida scelta dei tempi. Vendola: Per le primarie sono a disposizione

ROMA - L'operazione è riuscita a Pier Luigi Bersani, il segretario Pd ha ottenuto il sì unanime della direzione sul suo 'patto per la ricostruzione' e, soprattutto, sulla sua candidatura a premier che da oggi è ufficiale e 'blindata' dalle primarie che, ha assicurato, si faranno «entro l'anno». Nonostante i mal di pancia nei confronti del governo dei giovani bersaniani, come Matteo Orfini e Stefano Fassina, la direzione scorre abbastanza liscia e anche i battibecchi sulle nomine alle Autorità restano sullo sfondo. L'unico vero dispiacere, a Bersani, non arriva dalla sala riunioni dove è riunita la direzione, ma da Bologna: Romano Prodi è tornato a 'bombardare' il Pd, con perfida scelta dei tempi, proprio mentre Bersani lanciava la corsa della sua vita. Una stilettata che certo non fa piacere a Bersani, ma che non cancella il risultato ottenuto: il via libera di tutto il partito alla sua candidatura.

Sulle primarie con Renzi restano i dubbi di molti - Certo, come sottolineava proprio il prodiano Giulio Santagata, «anche quelli che solitamente non apprezzano le primarie oggi sono d'accordo, la sensazione è che ci sia un 'non detto', che si pensi che se ne riparlerà seriamente dopo l'estate...». Una lettura maliziosa che sembra avere qualche fondamento: nei giorni scorsi praticamente tutto il gruppo dirigente - D'Alema, Bindi, Letta, Finocchiaro, Franceschini, Fioroni - aveva fatto pressione sul segretario perché frenasse sull'idea di primarie. Qualcuno dice che Bersani aveva anche deciso una data e che poi ha accettato di 'sfumare' il percorso partendo dal patto dei progressisti e dei moderati' e limitandosi a fissare «entro l'anno le primarie». Proprio D'Alema, intervenendo in direzione, ha voluto sottolineare: «Io non ho un'opposizione di principio alle primarie, ho posto da lungo tempo l'esigenza di regolarle, di farne non un evento salvifico», non possono essere solo la «scelta del capo», ma «prima ci deve essere un progetto per l'Italia. Il modo in cui Bersani ha posto le cose è un modo serio, c'è prima la proposta politica, poi la legittimazione democratica... Le cose così sono nell'ordine giusto».

Renzi: Se perdo le primarie resto sindaco - «Se perdo le primarie, o se vinco le primarie e perdo le elezioni politiche, io rimango a fare il sindaco di Firenze, se i fiorentini lo vorranno, perchè si andrà a votare nel 2014 e i fiorentini diranno sì o no». Lo ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Pd), conversando con i giornalisti a margine dell'inaugurazione del Chiostrino dei morti nel complesso di Santa Maria Novella e del nuovo ingresso del museo.
«Se ci sono primarie libere e aperte, e partecipa Bersani - ha continuato Renzi - verificheremo se mi candido io oppure no. Ho detto che non lascio Firenze per fare il parlamentare schiacciatasti o il ministro. Per me oggi il punto non si pone. Se ci saranno primarie 'aperte' e 'libere' verificheremo se mi candiderò io oppure no. Ma ricordo che le primarie ancora non sono state formalizzate, non si sa quando saranno e non abbiamo ancora sciolto il nodo delle candidature».

Vendola: Per le primarie sono a disposizione - «Per le primarie sono a disposizione». Così Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, ha commentato l'ipotesi di primarie aperte rilanciata ieri dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani alla direzione nazionale del partito. «Oggi però - ha aggiunto - dobbiamo concentrarci sulla foto troppo sfocata del lavoro, del non lavoro, della precarietà. Le ricette della destra hanno spezzato la schiena al mondo del lavoro, rappresentando una minaccia per la libertà. Se il centrosinistra vuole vincere la foto da mettere al centro è quella del mondo del lavoro».

Letta: Vendola sarà un tema, aperti a discutere con chiunque - «Con lui governiamo in Puglia, Vendola sarà uno degli elementi di discussione». E' quanto ha detto il vice segretario Pd Enrico Letta parlando del futuro di coalizione future durante il convegno dei giovani di Confindustria. «Ci sono - ha messo in rilievo - tanti movimenti, si dice che in autunno nasceranno tanti partiti: noi siamo disponibili a discutere con chiunque». «Di Pietro - è comunque tornato a sottolineare - per quanto mi riguarda è fuori».