16 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Sinistra | Rivoluzione Civile

Ingroia: «Non conta il mio futuro personale ma la lista»

Lo ha affermato il fondatore di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia, definendo «gossip politico» le notizie su polemiche, scontri e incertezze sulla sua decisione se tornare o meno alla magistratura, conclusa l'aspettativa per ragioni elettorali ottenuta per questi mesi

ROMA - «Due mesi non sono bastati per superare la soglia prevista dal Porcellum, ma non ci fermiamo. Rivoluzione Civile andrà avanti, sul territorio e tra la gente, continuerà con più forza il percorso iniziato al fianco dei cittadini e della società civile, per cambiare il Paese dalle fondamenta, a cominciare dai prossimi appuntamenti elettorali». Lo ha affermato il fondatore di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia, definendo «gossip politico» le notizie su polemiche, scontri e incertezze sulla sua decisione se tornare o meno alla magistratura, conclusa l'aspettativa per ragioni elettorali ottenuta per questi mesi.

«Ha tenuto banco per settimane al mio ritorno dal Guatemala, il dubbio 'scende o non scende in politica'. Ora è il tempo di sprecare inchiostro sul 'lascia o non lascia la magistratura'. Così, nelle settimane centrali in cui avevo un programma da esporre e messaggi da lanciare agli italiani, i maggiori quotidiani si mostravano distratti o non interessati ai miei argomenti. Oggi i riflettori sono puntati di nuovo su di me, ma ancora una volta per fare del gossip politico». Lo dichiara il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia. «I critici di professione - prosegue - fanno finta di non sapere che, a me come ad altri magistrati che si sono candidati, è stata concessa l'aspettativa per motivi elettorali che scadrà l'11 marzo. Per quella data - ha assicurato Ingroia - comunicherò la mia decisione personale, ma quello che conta è il destino di RC, più importante del mio».

«In democrazia - ha concluso Ingroia - vanno rispettati i diritti di tutti, non si possono usare due pesi e due misure a seconda del colore politico. Io sono concentrato sul futuro di Rivoluzione civile, ben consapevole che il destino del movimento si lega al mio. Su quel simbolo votato da circa 800 mila cittadini c'è il mio nome e sento la responsabilità di portare avanti una proposta che rappresenta una parte importante di elettorato, che non si riconosce nella politica degli inciuci, nella protesta urlata e che restano disgustati dal risultato elettorale».