22 luglio 2019
Aggiornato 21:00
L'appello del Quirinale

Napolitano: Vigilare su revisionismo

«E' necessario tenere alta la guarda, vigiliare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la Rete», ha detto il presidente della Repubblica celebrando al Quirinale il Giorno della memoria

ROMA - Giorgio Napolitano lancia un forte e accorato allarme contro il negazionismo e il revisionismo. «E' necessario tenere alta la guarda, vigiliare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la Rete», ha detto il presidente della Repubblica celebrando al Quirinale il Giorno della memoria. Così il capo dello Stato interviene, rimettendo le cose a posto, sulla polemica scoppiata dopo le parole pronunciate da Silvio Berlusconi sulla bontà del regime fascista. «Fu un regime infame», chiarisce invece Napolitano, come «infami» furono le «leggi razziali del 1938».

Napolitano solleva l'attenzione anche sul rischio di sottovalutare il «fenomeno dell'antisemitismo come dimensione del fondamentalismo islamico», e lo fa denunciando le «propagande aberranti che si traducono in diverse città in fatti di violenza eversiva da parte di gruppi organizzati» come è accaduto giorni fa a Napoli dove estremisti di destra hanno minacciato gli ebrei. «C'è da interrogarsi con sgomento sul circolare tra i giovani di una miserabile paccottiglia ideologica apertamente neonazista - avverte il Presidente - e sul fondersi di violenze di diversa matrice, da quella del fanatismo calcistico a quella del razzismo antiebraico». «Mostruosità» le definisce che «sollecitano la più dura risposta dello Stato e la più forte mobilitazione di energie nelle scuole, nella politica, nell'informazione, a sostegno degli ideali democratici».

Ma il messaggio di Napolitano vuole essere anche rassicurante quando sottolinea la consapevolezza diffusa nel paese e anche tra i giovani «dell'aberrazione introdotta dal fascismo con l'antisemitismo». «Nella coscienza democratica del nostro paese - ha ricordato - si sono in questi anni consolidati il rifiuto intransigente e totale dell'antisemitismo in ogni suo travestimento ideologico come l'antisionismo».

«In gioco - ha ammonito Napolitano - non è solo il rispetto della religione, della tradizione storica, della cultura ebraica, ma insieme con esso, inscindibilmente, il riconoscimento delle ragioni spirituali e storiche della nascita dello stato di Israele e quindi del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza». E rivolgendosi alla comunità internazionale il capo dello Stato ha espresso solidarietà e a Israele contro il regime iraniano che lo minaccia di distruzione. La difficile situazione del Medioriente richiede a suo avviso un maggiore protagonismo italiano ed europeo: «L'Italia e l'Europa possono e devono fare la loro parte perché si apra la strada della pace in Medioriente, con la soluzione del conflitto Israele-palestinese sulla base della collaborazione tra due popoli e due Stati». Una linea che l'Italia ha sempre sostenuto e che non mancherà di sostenere in futuro, come assicura il Presidente rivolto agli amici israeliani: «I punti fermi ormai consolidati nell'opinione e nella consapevolezza politica del paese, non conosceranno alcun affievolimento nel prossimo futuro, la loro continuità è garantita anche nel naturale succedersi, come in ogni paese democratico, delle maggioranze parlamentari e dei governi».