25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Regionali Lombardia 2013

Monti: Pdl-Lega hanno tradito la Lombardia

Il Premier all'«Eco di Bergamo»: Soffro nel vedere non realizzata la promessa di rivoluzione liberale fatta da Berlusconi nel 1994. E anche nel constatare che l'impatto della Lega non è stato quello che avrei sperato. Nessun effetto positivo, non è stata fattore di spinta verso una più profonda vitalità europea

MILANO - Il presidente del Consiglio Mario Monti ha deciso di inaugurare la sua campagna elettorale a Bergamo perché la Lombardia «ha bisogno di novità e di risposte» dopo 20 anni di promesse tradite di Pdl e Lega. Lo ha detto in un'intervista concessa ieri al direttore dell'Eco di Bergamo. «Per me che sono lombardo e ho lavorato per la maggior parte della vita a Milano, la tradizione civica di questa parte d'Italia - ha detto il Premier - è molto importante. Soffro nel vedere non realizzata la promessa di rivoluzione liberale fatta da Berlusconi nel 1994. E anche nel constatare che l'impatto della Lega non è stato quello che avrei sperato. Nessun effetto positivo, non è stata fattore di spinta verso una più profonda vitalità europea».

«Negli ultimi 20 anni questa parte d'Italia - ha aggiunto Monti - ha patito perché una proposta politica insoddisfacente, non concretizzandosi, ha finito per penalizzarla. Penalizzare la parte più produttiva del Paese, che avrebbe prodotto di più e meglio con mercati più liberi, con più infrastrutture, con minori tasse e minore burocrazia. E invece liberalizzazioni poche, ne abbiamo fatte più noi in un anno di emergenza che prima. Infrastrutture non in rapporto alla vitalità dell'economia locale. Pdl e Lega non sono riusciti o non hanno voluto superare le resistenze degli apparati pubblici. La Questione settentrionale esiste. Ed è in parte il risultato dell'insuccesso della proposta politica settentrionale».

Monti ha aggiunto che i promotori della lista «Scelta Civica» non chiedono però il voto «contro qualcuno, ma per l'Italia. Può non essere un voto utile, ma 'il' voto utile. Pdl e Lega devono arrendersi allo'evidenza: noi siamo gli antagonisti al vecchio rappresentato da loro, che da 20 anni tradiscono la rivoluzione liberale e federalista. Siamo alternativi a loro e anche alla coalizione di centrosinistra». L'ambizione del premier è però quella di presentarsi come migliore anche di «una terza coalizione», quella dei non votanti. «Chi non vota fa solo un regalo alla vecchia politica. Non volete fare una scelta politica? Fate una scelta civica».

Quanto alla violazione della sua promessa di un anno fa di non presentarsi alle elezioni, il senatore ha precisato di non essersi candidato, ma di avere «accettato di patrocinare un movimento politico. Capisco che per chi vive negli Stati Uniti sia una sottigliezza - ha concluso riferendosi alle critiche dell'economista Luigi Zingales -. Ho spiegato che rispetto a quella previsione iniziale è nel tempo cambiata in me la percezione di cosa sarebbe stato moralmente più giusto. E' aumentata la preoccupazione di fare in modo che i sacrifici che avevo dovuto chiedere agli italiani non venissero dissipati».