29 marzo 2020
Aggiornato 14:30
Liste non ancora chiuse

Fini, capolista ovunque. Fuori i giovani dalle liste di FLI

Gianfranco Fini capolista in tutte le circoscrizioni, Italo Bocchino che lo segue in Campania 1 e 2, in Calabria e molto probabilmente in una delle tre circoscrizioni in cui è divisa la Lombardia e tante polemiche: a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste al Viminale, Fli non ha ancora chiuso le sue liste per la Camera

ROMA - Gianfranco Fini capolista in tutte le circoscrizioni, Italo Bocchino che lo segue in Campania 1 e 2, in Calabria e molto probabilmente in una delle tre circoscrizioni in cui è divisa la Lombardia e tante polemiche: a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste al Viminale, Fli non ha ancora chiuso le sue liste per la Camera, unico partito della coalizione che sostiene Mario Monti a non aver ancora concluso il lavoro sui candidati.

Il mosaico è complicato e ogni tessera scatena veleni, polemiche e dimissioni: come quelle del gruppo dirigente pugliese seguito alla decisione di candidare il veneto Roberto Menia (oltre che in Friuli e in Veneto) in seconda posizione in Puglia. I posti in ballo - i finiani non si fanno illusioni - sono pochi: nell'ambiente si stimano 6 o 7 deputati, quindi sono le prime posizioni quelle che contano, quelle immediatamente dietro al presidente della Camera. Il vicepresidente di Fli Bocchino ha ottenuto per sé la seconda posizione in ben 4 circoscrizioni tra cui Campania 2 dove invece rischia il deputato uscente Gianfranco Paglia, quarto dopo Luigi Muro.

Bocchino è secondo anche in Calabria dove proprio mercoledì ha lasciato il partito Angela Napoli, coordinatrice regionale, da anni sotto scorta perché minacciata dalla 'ndrangheta: «Ho cominciato a soffrire - si è sfogata Napoli in una intervista a Libero - quando mi sono vista scendere in Calabria Bocchino, con un atteggiamento lesivo della mia dignità e di quella di numerosi iscritti e militanti calabresi. E' sceso ad avallare l'ingresso di Fli nell'amministrazione provinciale di Crotone contro il mio consenso. Nello stesso giorno è andato a Reggio Calabria a fare una conferenza stampa insieme a Scopelliti, quando era già stata insediata la Commissione d'accesso nel Comune che ne avrebbe poi decretato lo scioglimento per contiguità mafiosa».

Napoli rivela che da Fini «non ha ricevuto neanche una telefonata» ma solo «un biglietto». «In più - aggiunge - ha voluto darmi un ulteriore schiaffo candidando Bocchino capolista in Calabria dopo di lui». Se una pattuglia finiana entrerà a Montecitorio sarà composta quasi sicuramente dai due deputati uscenti siciliani Fabio Granata e Carmelo Briguglio, teste di lista nelle circoscrizioni dell'isola dove candidato è anche Alessandro Aricò. Nelle circoscrizioni del Lazio hanno buone possibilità Flavia Perina, candidata anche in Toscana, Claudio Barbaro e Francesco Proietti Cosimi. In Piemonte potrebbe farcela Deodato Scanderebech, in Emilia Enzo Raisi, in Lombardia Chiara Moroni. Tutti uscenti insomma. Le uniche novità per ora sono in Sardegna il coordinatore regionale Ignazio Artizzu, Daniele Silvetti nelle Marche, Carla Spagnoli in Umbria. Ma l'elezione è tutt'altro che scontata. Non lo è neanche per un altro deputato uscente, Daniele Toto, candidato in Abruzzo. Fuori, salvo sorprese dell'ultimo minuto, i giovani di Generazione Futuro: nessun posto in lista, neanche per l'attivissimo coordinatore Gianmario Mariniello.

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