27 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Politica fiscale

Tremonti: Le 100 voci del redditometro non sono mie ma di Monti

E' quanto scrive l'ex Ministro dell'Economia Giulio Tremonti in una lettera al Corriere della sera spiegando che ilo decreto Monti «a partire dal marzo 2013 cambierà infatti e significativamente e non positivamente la vita di milioni di italiani, con effetti depressivi addizionali sulla nostra economia»

ROMA - «Non solo non ho adottato nessun decreto applicativo contenente le 'cento voci' di redditometro, ma comunque non avrei firmato un decreto del tipo di quello di Monti, esteso a così vasto spettro, basato su statistiche di massa, di riflesso così intrusivo». E' quanto scrive l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti in una lettera al Corriere della sera spiegando che ilo decreto Monti «a partire dal marzo 2013 cambierà infatti e significativamente e non positivamente la vita di milioni di italiani, con effetti depressivi addizionali sulla nostra economia. Se il governo non ha il coraggio di assumersi la propria responsabilità nella fabbricazione della bomba, potrebbe almeno avere il coraggio di ritirare il decreto ministeriale di Natale».
«Quella che il presidente Monti ha recentemente definito come una 'bomba ad orologeria' ha preso la sua forma giuridica essenziale solo con il cdm del 24 dicembre 2012, pubblicato sulla 'Gazzetta Ufficiale' il 4 gennaio 2013. Si noti che era la vigilia di Natale e che il governo era già dimissionario. E' vero che a monte c'era una norma di legge risalente al maggio 2010, una norma che sostituiva con uno nuovo il vecchio redditometro. Un aggiornamento del sistema reso opportuno dal fatto che il vecchio redditometro era basato su simboli di ricchezza arcaici e folkloristici, simboli che andavano dai cavalli ai club esclusivi. In ogni caso la norma del maggio 2010 non era direttamente operativa».

Tabacci: Gli onesti fanno il tifo per il redditometro - «Sbaglia chi utilizza il redditometro come uno spauracchio per gli italiani». Lo sostiene in una nota Bruno Tabacci, leader del 'Centro Democratico' alleato con Pd e Sel nel centrosinistra alle prossime elezioni. «I cittadini a posto con il fisco - aggiunge - sono la maggioranza. Il redditometro è uno strumento per smascherare i finti poveri, quelli che usano l'Isee per ottenere gratis i servizi comunali e poi hanno un tenore di vita incompatibile con i loro redditi dichiarati, i falsi residenti all'estero e coloro che nelle attività professionali pretendono il doppio prezzo con o senza fattura. Questi - conclude Tabacci - devono preoccuparsi. I cittadini onesti possono tranquillamente 'tifare' per il redditometro: se funzionerà loro pagheranno meno tasse perché finalmente le pagheranno tutti».

Finocchiaro: Alleggerire Imu sulla prima casa - «Tra le difficoltà che affrontano le famiglie italiane, siamo di fronte ad una vera e propria emergenza abitativa, che investe soprattutto le giovani coppie. I genitori che concedono un'abitazione in comodato gratuito a una figlia o a un figlio che compongono una nuova famiglia non possono vedersela tassare come una seconda casa». Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, nel corso della registrazione dell'intervista per la tribuna elettorale Rai.
«Pensiamo - ha proseguito Anna Finocchiaro - ad un alleggerimento dell'Imu sulla prima casa, con una detrazione fino a 500 euro e anche più per chi ha figli, e riduzione sugli immobili delle piccole imprese adibiti ad uso aziendale. Questi sgravi vanno compensati agendo sui patrimoni immobiliari consistenti».