8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
La crisi in Mali

Terzi: Offriremo concreto sostegno logistico alle operazioni in Mali

Il Ministro degli Esteri: «Urgente il dispiegamento di 250 formatori delle forze di sicurezza». Di Pietro: «Supporto logistico? Terzi e Di Paola spieghino». Frattini: «Voltare le spalle comprometterebbe sicurezza»

ROMA - Il governo italiano intende muoversi secondo «tre linee» di fronte alla crisi in Mali: «sul piano politico ribadire il pieno sostegno italiano all'azione» in corso «nel quadro della risoluzione 2085 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu»; «in secondo luogo, analogamente a quanto si sta facendo sul piano europeo, offrire un concreto sostegno logistico al'operazione, soprattutto a paesi africani che hanno difficoltà a trasferire truppe su terreno»; «in terzo luogo sottolineare al Consiglio Affari steri straordinario di domani l'assoluta urgenza del dispiegamento di 250 formatori (Eutm) che dovrebbero recarsi a Bamako» per addestrare le forze di sicurezza maliane». Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi, in audizione congiunta al Senato con il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola.
«L'Italia è pronta a fornire 'pieno supporto logistico aereo' alle operazioni militari francesi contro i ribelli islamici armati del Mali, ma non ci saranno militari sul terreno», ha detto oggi il ministro della Difesa Giampaolo di Paola, annunciando anche «la disponibilità a rifornimenti in volo, qualora fosse richiesto».

Di Pietro: Supporto logistico? Terzi e Di Paola spieghino - «Quando i ministri Terzi e Di Paola parlano di supporto logistico dell'Italia all'intervento francese in Mali cosa intendono? Non vorremmo che, per l'ennesima volta, l'esecutivo Monti procedesse al di fuori del dettato costituzionale». Lo ha affermato il presidente dell'IdV, Antonio Di Pietro, aggiungendo: «Per questo, l'IdV ha già depositato un'interrogazione urgente per chiedere al governo di venire a riferire in Parlamento sull'impegno dell'Italia in Mali».

Frattini: Voltare le spalle comprometterebbe sicurezza - «La minaccia del terrorismo e la prevenzione per la sicurezza dei cittadini di ogni paese del mondo non hanno ormai alcun confine. Il proliferare del terrorismo nella regione maliana non è questione che riguarda solo il Mali, ma le vite e la convivenza di noi europei e di noi italiani. E quindi non possiamo voltare le spalle dall'altra parte». Lo ha dichiarato in una nota Franco Frattini, Co-chair del gruppo di esperti di politica estera PPE.
«Bene ha fatto Bruxelles a dare il via - ha aggiunto - a una missione Ue, in quanto il rischio terrorismo a poche centinaia di chilometri dalle nostre frontiere non può lasciarci indifferenti. Se in Mali, infatti, si realizzasse uno stato terrorista nelle mani di Al Quaeda, la scurezza di tanti nostri amici nordafricani e di noi europei mediterranei sarebbe direttamente e immediatamente compromessa».

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