11 agosto 2020
Aggiornato 23:30
Centro | Elezioni Politiche 2013

Monti: Meglio «unire i riformisti» che federare i moderati

Così il Premier, durante la registrazione di Porta a Porta, spiega perchè ha rifiutato l'offerta di Silvio Berlusconi di guidare lo schieramento di centrodestra, anche pagando un prezzo personale: «Ho rinunciato a Quirinale e a maggiori chance premier»

ROMA - Meglio «unire i riformisti» che federare i moderati, perchè tra di loro ci sono «troppi che non vogliono cambiare il Paese». Così Mario Monti, durante la registrazione di 'Porta a Porta', spiega perchè ha rifiutato l'offerta di Silvio Berlusconi di guidare lo schieramento di centrodestra, anche pagando un prezzo personale.
«Non credo che le mie scelte possano essere molto capite da molti cittadini, perchè in questi mesi avrei potuto, stando fermo, diventare Presidente della Repubblica» mentre «accettando la proposta di Berlusconi, che avrebbe fatto felice il Ppe, avrei potuto diventare comodamente capo di un partito vero e forse diventare o presidente del Consiglio o socio forte in una grande coalizione». Ma «perchè non ho fatto nè l'una nè l'altra cosa? Perchè sono uno stupido? Forse. Ma ho pensato che il Quirinale fosse una cosa bella e importante ma non tanto rilevante per il destino dell'Italia, visto che il ruolo di Napolitano è stato piuttosto eccezionale; nell'altro caso mi sarei sostituito ad un signore, Silvio Berlusconi che legittimamente vorrebbe e dovrebbe godersi un po' di più la vita dopo tanto... Perchè non ho accettato? Perchè occorre unire i riformatori, coloro che vogliono cambiare il Paese, ma là dentro ci sono moltissimi che non vogliono cambiare il Paese. Ecco perchè ho scelto la strada criticata da Cicchitto sul piano morale. L'ho fatto per un imperativo morale: faccio qualcosa di utile a me o qualcosa di utile all'Italia anche se ho meno probabilità, che però ora stanno crescendo?».

Misure per risanamento dovranno subire revisione - Per risanare i conti pubblici «abbiamo dovuto gestire un'economia di guerra, non siamo andati per il sottile». Dunque «molte» delle misure adottate, ad esempio la tassa sulle barche, «dovranno essere oggetto di una revisione, che non significa togliere tutto ma guardare con un po' più di calma a tutto questo».

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