22 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
Politiche 2013 | Movimenti al Centro

Monti, l'agenda e il «partito che non c'è»

Il Premier non sarà candidato, non creerà un partito, ma sarà il capo della coalizione centrista che si presenterà alle elezioni. Lo ha detto il premier uscente dopo un vertice nel pomeriggio di ieri con i centristi

ROMA - Mario Monti non sarà candidato, non creerà un partito, ma sarà il capo della coalizione centrista che si presenterà alle elezioni. Lo ha detto il premier uscente dopo un vertice nel pomeriggio di ieri con i centristi. «Accetterò di incoraggiare lo sforzo congiunto di politica responsabile e società civile nelle forme che saranno definite, accettando di essere designato capo della coalizione o dando mio impegno per il successo dell'operazione», ha spiegato.

E poi a proposito della composizione delle liste elettorali ha aggiunto: «Ci saranno standard e criteri esigenti per la formazione delle liste su cui io sarò vigile». «Al Senato ci sarà una lista unica - ha specificato - provvisoriamente denominata Agenda Monti per l'Italia, non so se sarà la denominazione definitiva», mentre alla Camera Monti appoggerà una coalizione di liste.

Il presidente del Consiglio ha esordito spiegando che mentre la crisi finanziaria non è più una drammatica urgenza, altre crisi colpiscono l'Italia tra cui «la disoccupazione».

«Si è tenuta - sono le parole del Premier - una riunione con esponenti politici e della società civile che hanno dato per primi adesione alla cosiddetta agenda Monti, altre adesioni stanno pervenendo in queste ore. Ho riscontrato un consenso ampio, convinto, credibile, che mi induce a dare il mio incoraggiamento a tali forze per le elezioni».

Secondo Monti l'operazione «non è il tentativo di coprire una posizione di centro tra una sinistra e una destra, non è un tentativo di inserirsi tra due poli di un bipolarismo i cui limiti sono stati evidenti in questi ultimi anni», ma un impegno per «rompere barriere, introdurre nuovi criteri di aggregazione della politica e della società civile, per individuare chi è disposto a impegnarsi nelle riforme vincendo le resistenze delle corporazioni e delle lobby e forme arcaiche di sindacalismo, mentre il sindacalismo in generale - ha precisato - è un valore».

Il summit centrista, durato quattro ore, si è tenuto in un luogo definito come «non istituzionale» tra il presidente del Consiglio, alcuni ministri e i rappresentanti dello schieramento delle forze centriste. Hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di Udc, Fli, ItaliaFutura, Acli ed altre espressioni della società civile. Erano presenti, tra i ministri, Andrea Riccardi, Corrado Passera ed Enzo Moavero Milanesi.