19 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Inchiesta «Ambiente svenduto»

Ilva, anche Florido nell'informativa della Gdf di Taranto

Il Presidente della Provincia è indicato dai militari quale «mandante occulto dell'assessore Conserva (l'ex assessore provinciale all'Ambiente ora ai domiciliari) che sarebbe dovuto essere l'esecutore materiale delle scelte concordate tra la grande industria ed i politici»

TARANTO - Compare anche il nome del presidente della provincia Gianni Florido, in una informativa della guardia di finanza di Taranto dell'inchiesta «Ambiente svenduto» sui rapporti fra amministratori, politici, giornalisti ed Ilva. Florido è indicato dai militari quale «mandante occulto dell'assessore Conserva (l'ex assessore provinciale all'Ambiente ora ai domiciliari) che sarebbe dovuto essere l'esecutore materiale delle scelte concordate tra la grande industria ed i politici».

Secondo gli investigatori il presidente Florido avrebbe «specifiche responsabilità penali per il delitto di concussione o, in subordine, di violenza privata» in relazione ad una autorizzazione per l'esercizio di una discarica di rifiuti speciali all'interno dello stabilimento siderurgico tarantino. Su richiesta di Girolamo Archinà, il responsabile dei rapporti istituzionali dell'Ilva che premeva per l'autorizzazione della discarica, il presidente Florido avrebbe fatto pressioni sul dirigente all'Ambiente in concorso con Conserva.

Ieri il gip di Taranto Patrizia Todisco ha respinto la richiesta di dissequestro degli impianti dell'area a caldo (sotto sigilli dal 26 luglio scorso) presentata dai legali di Ilva che facevano leva sul mutato stato autorizzativo alla luce del rilascio della nuova autorizzazione integrata ambientale da parte del ministero per l'Ambiente. Per il gip è inaccettabile autorizzare l'uso degli impianti sequestrati e la produzione senza «prima pretendere» gli interventi di risanamento.