24 giugno 2024
Aggiornato 15:00
La denuncia di ONE

Lotta all'Aids, Italia fanalino di coda

Con soli 5,1 milioni di dollari di aiuti bilaterali nel 2011, l'Italia è il donatore meno generoso nella campagna internazionale di lotta all'Aids tra i paesi G7; inoltre, non contribuisce al finanziamento dell'Unitaid

BRUXELLES - Con soli 5,1 milioni di dollari di aiuti bilaterali nel 2011, l'Italia è il donatore meno generoso nella campagna internazionale di lotta all'Aids tra i paesi G7; inoltre, non contribuisce al finanziamento dell'Unitaid, né ad altri canali di finanziamento alternativi, e negli ultimi tre anni si è classificata ultima nella classifica dei donatori G7 per contributo pro capite sulla base del reddito nazionale lordo.

Lo afferma, alla vigilia della giornata mondiale della lotta all'Aids, un rapporto pubblicato a Bruxelles da One, un'organizzazione che conduce una campagna militante contro la povertà estrema e le malattie prevenibili nel mondo e in particolare in Africa. Il rapporto «The Beginning of the End» esamina i dati relativi a i contributi finanziari di tutti i paesi del G7 e della Commissione europea nella campagna mondiale di lotta al virus. Nella classifica pro capite, i primi donatori sono gli Stati Uniti (14,54 dollari all'anno), seguiti dal Regno Unito (13,71), e poi, piuttosto staccati, da Francia (6,31), Canada (4,54) e Germania (3,82). I giapponesi forniscono l'equivalente di 0,66 dollari ciascuno, mentre gli italiani si limita a 0,08 dollari di aiuti per abitante.

I 5.1 milioni di dollari che l'Italia ha dato nel 2011 attraverso i canali bilaterali hanno finanziato soprattutto programmi di rafforzamento dei sistemi sanitari e le organizzazioni che lavorano nel settore.