23 aprile 2024
Aggiornato 13:00
Quarta edizione del «Salone della Giustizia»

Napolitano: Costituzione e legalità imprescindibili per lo sviluppo del Paese

Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio in occasione della quarta edizione del «Salone della Giustizia», inviato al Presidente della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica, Filippo Berselli. Schifani: «Depenalizzazione aiuta eguaglianza». Severino: «Mediazione strumento importante»

ROMA - «È importante riflettere, insieme agli operatori del settore, sul significato essenziale del rispetto dei principi della Costituzione e delle regole dell'ordinamento quale condizione imprescindibile per lo sviluppo e la crescita sociale del Paese, al fine di prevenire e contrastare efficacemente ogni forma di criminalità». Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio in occasione della quarta edizione del 'Salone della Giustizia', inviato al Presidente della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica, Filippo Berselli.
Il salone Giustizia, ha scritto ancora Napolitano,«rappresenta anche quest'anno una preziosa occasione di contatto e di confronto tra i cittadini e i protagonisti del sistema giudiziario, preposto alla tutela dei diritti e di una ordinata convivenza civile. Il successo della manifestazione conferma il valore di questa innovativa e coinvolgente forma di comunicazione che consente alla società civile di avvicinarsi a una realtà complessa e di conoscere le iniziative dirette a superarne criticità e ritardi».

Schifani: Depenalizzazione aiuta eguaglianza - Secondo Renato Schifani «l'elevatissimo numero di delitti e contravvenzioni ha vanificato di fatto il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale».
«Sono necessari correttivi - ha detto il presidente del Senato intervenendo a un convegno sulla figura dell'avvocato al Salone della giustizia apertosi oggi a Roma - per sanare questo grave deficit giudiziario: penso ad esempio alla possibilità di procedere alla depenalizzazione di alcuni reati, prevedendo sanzioni amministrative congrue rispetto alla gravità del fatto commesso. Non devono esistere - ha ammonito Schifani - cittadini di serie A e cittadini di serie B, ma individui che hanno il diritto di ricevere un uguale trattamento dinanzi alla legge».
«So bene - ha proseguito - che alcuni processi suscitano più curiosità e determinano una maggior pubblicità rispetto ad altri, ma questo dovrebbe essere l'ultimo pensiero da coltivare rispetto al diritto di ogni italiano, chiunque esso sia, ad un giusto, equo e celere processo».
Per queste ragioni, ha sottolineato ancora Schifani, «la politica deve saper essere all'altezza del compito al quale è stata chiamata; deve essere capace di approvare riforme che vadano in questa direzione».

Severino: Mediazione strumento importante - Le mediazione civile è «un importante strumento deflattivo». Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, conversando con i cronisti in occasione della giornata di apertura del Salone della giustizia alle Fiera di Roma.
«Stiamo facendo riunioni con magistrati e avvocati per verificare quali possano essere le forme di mediazione obbligatoria. Aspettiamo le motivazioni della Corte (la Consulta ha recentemente bocciato «per eccesso di delega» l'obbligatorietà introdotta dal Governo Berlusconi, ndr), vogliamo studiare il tema per ottenere il massimo effetto».

Alpa (Cnf): Se Governo rivuole mediazione la delimiti - Se il Governo dovesse riproporre la mediazione civile dopo la bocciatura «per eccesso di delega» della Corte costituzionale la dovrebbe affidare agli avvocati. Lo ha sostenuto Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, parlando a margine dei lavori del IV Salone della Giustizia, apertosi oggi a Roma «Abbiamo dato una valutazione positiva - ha spiegato - sulla bocciatura degli emendamenti sulla mediazione nel ddl sviluppo».
«Aspettiamo le motivazioni della Consulta e non crediamo che si limiti all'eccesso di delega, ma dovrebbe trattare altri profili importanti sull'obbligatorietà. Se il Governo dovesse ripensare alla mediazione dovrebbe limitarne gli ambiti e si dovrebbe preoccupare di affidare questo servizio agli avvocati, che sono gli unici che hanno le competenze tecniche per farlo».