14 luglio 2020
Aggiornato 22:31
Proteste | Scontri Roma

Su lacrimogeni via Arenula indagine del Ministero della Giustizia

Per ora su quanto accaduto prevale una certa confusione e imbarazzo. Le immagini dei lacrimogeni sparati dall'alto hanno avuto l'effetto di rinfocolare le polemiche sui presunti eccessi nella gestione dell'ordine pubblico nel corso della manifestazione avvenuta mercoledì scorso a Roma. Questore Roma: «Forse rimbalzati su muro». Sappe: «Fatto gravissimo»

ROMA - Chi ha sparato i lacrimogeni dal secondo piano del ministero di Giustizia mentre in via Arenula c'erano centinaia di manifestanti? Sono state rispettate le procedure previste nella gestione dell'ordine pubblico sull'uso dei lacrimogeni? Sulla vicenda denunciata da un video pubblicato da repubblica.it (Suffragato anche da altre riprese tv) c'è una inchiesta interna voluta dal ministro della Giustizia, Paola Severino. Per ora su quanto accaduto prevale una certa confusione e imbarazzo. Le immagini dei lacrimogeni sparati dall'alto hanno avuto l'effetto di rinfocolare le polemiche sui presunti eccessi nella gestione dell'ordine pubblico nel corso della manifestazione avvenuta mercoledì scorso a Roma.

Sull'episodio di via Arenula, intanto, c'è un primo punto: il ministro Severino ha infatti escluso che i lacrimogeni 'a strappo', tipo quelli che sembrano essere stati esplosi dal palazzo del ministero, siano in dotazione della polizia penitenziaria. Nell'annunciare l'inchiesta interna per accertare i fatti, il titolare della Giustizia ha però sottolineato di «non poter escludere nessuna ipotesi». Al ministero della Giustizia «si sta procedendo all'esame testimoniale di tutti gli impiegati presenti al quarto piano, nonché del personale in servizio presso gli ingressi del palazzo».

Sulla vicenda, in mattinata è intervenuto anche il questore di Roma, Fulvio Della Rocca. «Il ministro di Giustizia ha detto che loro non hanno lacrimogeni. Se il lacrimogeno è stato esploso è nostro». Poi il Questore ha ipotizzato anche una possibile dinamica: «Dato che i lacrimogeni non possono essere sparati ad altezza uomo ma devono seguire una parabola l'ipotesi è che possa essersi infranto su un muro di Via Arenula e questo può aver dato l'impressione che sia stato sparato da un balcone». Dopo le parole del questore il ministro Severino ha affidato al Racis dei carabinieri il compito di visionare le immagini e di chiarire i dubbi anche sulla traiettoria.

Ugl Polizia: No numeri identificativi sui caschi - «Nei prossimi giorni incontreremo il ministro Cancellieri e le diremo il nostro deciso no alla numerazione dei caschi dei poliziotti impiegati nei servizi di ordine pubblico». Lo dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti, sulle polemiche riguardanti gli incidenti durante le manifestazioni del 14 novembre ed all'ipotesi di numerare i caschi dei poliziotti.
«Abbiamo già visto in passato le tristi liste di proscrizione comprensive di generalità ed indirizzo di casa dei poliziotti messe in rete dai manifestanti e non vogliamo che ciò si ripeta. Al ministro chiederemo di assumersi la responsabilità di stabilire protocolli operativi certi e procedure codificate che costituiscano i limiti professionali entro il cui rispetto si possa lavorare con serenità e nello stesso tempo si possa evitare di fare la fine delle centinaia di nostri colleghi che solo quest'anno sono stati feriti, anche gravemente, dai 'pacifici' manifestanti, nel corso dei servizi di ordine pubblico».

Rete studenti e Udu annunciano nuove manifestazioni - Il 17 novembre è la giornata mondiale dello studente, data internazionale di mobilitazione studentesca a difesa del diritto allo studio. Oggi gli studenti torneranno a mobilitarsi in tutta Italia, «cercando di portar a galla la drammatica situazione in cui versa il sistema italiano d'istruzione pubblica». E' quanto si legge in una nota della Rete degli studenti medi e dell'Unione degli universitari.
«Le scuole cadono a pezzi, una su due non è a norma e un istituto su dieci è ospitato da privati. L'università vive un aumento delle tasse che negli ultimi 10 anni è stato del 75%, 45 mila studenti sono senza borsa di studio, anche se ne hanno diritto in quanto capaci e meritevoli ma privi di mezzi».