31 maggio 2020
Aggiornato 20:00
Politica & Informazione

Sallusti: In carcere ci sono persone più coraggiose che in Senato

Il Direttore del Giornale: «Non c'era la volontà di risolvere il problema sollevato dal mio caso. Il Parlamento è sovrano, io sono rattristato dalla vigliaccheria di alcuni senatori che si sono nascosti dietro il voto segreto nell'ave preso posizione in un provvedimento non liberale». Il Pdl prepara norma «salva Sallusti». Bocchino: «Sallusti costa e fa la vittima»

ROMA - «Non c'era la volontà di risolvere il problema sollevato dal mio caso. Il Parlamento è sovrano, io sono rattristato dalla vigliaccheria di alcuni senatori che si sono nascosti dietro il voto segreto nell'ave preso posizione in un provvedimento non liberale. In carcere ci sono persone più coraggiose perché sono persone che hanno commesso crimini mettendoci la faccia. In Senato invece si fanno rapine con il passamontagna». Lo ha detto il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, commentando a Tgcom24 il voto di ieri al Senato.
«Se il prezzo da pagare per non andare in carcere è quello di una legge liberticida, allora - ha aggiunto - è meglio che io vada in carcere. Il Parlamento si occupi di altro. Vendetta? Una stupidità politica. Sì è una vendetta d una casta uscita con le ossa rotte da questo quinquennio scellerato. Invece di prendersela con se stessi se la prendono con noi. Non è colpa nostra se hanno rubato i soldi dei finanziamenti pubblici. Non vedono via d'uscita se non prendersela con chi li ha smascherati».

Rutelli: Parole Siddi inaccettabili, è intimidazione - «Le parole di Siddi sono inaccettabili, le considero un'intimidazione. Gli è scappata la frizione. Spero che oggi qualcuno prenda posizione contro questo linguaggio. Sono dichiarazioni gravissime». Così il leader dell'Api Francesco Rutelli ha commentato, parlando con i giornalisti al Senato, le parole del segretario della Fnsi sul sì al carcere per i giornalisti che diffamano approvato ieri dal Senato.

Il Pdl prepara norma «salva Sallusti» - Il Pdl sta lavorando a un emendamento al ddl diffamazione che dovrà essere votato in aula al Senato e che si configura come l'ennesima norma 'salva-Sallusti'. A spiegare il merito della questione, al termine della conferenza dei capigruppo, è stato il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri che sarà l'autore dell'emendamento insieme al collega Gaetano Quagliariello.
Con l'emendamento, sottolinea Gasparri, «si stabilisce che nel caso il direttore responsabile non sia l'autore materiale dell'articolo non è previsto il carcere ma solo la sanzione economica» perchè «bisogna distinguere tra chi ha scritto il pezzo e il direttore del giornale».

Vendola: Siamo su brutta china - «Una brutta pagina quella di ieri. Siamo di fronte al danno e alla beffa che si cumulano, perchè quello che viene fuori dal voto segreto di un Parlamento di nominati è un atto di intimidazione nei confronti dell'esercizio fondamentale del diritto di critica, di cronaca, della libertà d'informazione». E' il commento di Nichi Vendola, ad UnoMattina, al voto del Senato sul ddl diffamazione.
«La democrazia senza il condimento della libertà di informazione rischia di essere sterilizzata, morfinizzata. Credo che bisogna tutelare il diritto delle persone a non essere diffamate, ma sapendo che mettendo la mordacchia alla stampa libera scivoliamo verso una brutta china».

Bocchino: Sallusti costa e fa la vittima - «No al carcere, ma sì a pene severe di tipo pecuniario e interdittive della professione». E' l'opinione di Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, sul ddl diffamazione. Ospite di Omnibus su La7 Bocchino ha spiegato che «il carcere non serve a niente e lo dico da diffamato».

Cicchitto: Non condivisibile carcere per giornalisti - «Siamo spiacenti, ma il voto del Senato sulla diffamazione contiene una forzatura, quella riguardante la pena carceraria per i giornalisti che non è assolutamente condivisibile e che quindi complica tutto». Lo afferma il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.

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