Monti: In Europa serve un nuovo «contratto di stabilità»
Il Premier: «Patto di stabilità era necessario, nel futuro bisogna fare altro. Il nazionalismo è nemico dell'Europa. Al bilancio bisogna guardare con realismo economico. Collaborazione tra Stati sublima l'essenza dell'Unione»
PARIGI - «Ci serve un nuovo contratto economico tra i paesi europei. Bisognava inculcare la politica della stabilità in Europa, bisognava convincere l'opinione pubblica». Ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti e, rispondendo alle domande della platea degli studenti di Scienze politiche dell'università di Parigi, ha continuato: «i partiti politici italiani hanno assunto su di loro il peso di misure impopolari. Abbiamo fatto quello che si doveva fare», ha detto Monti, che ha proseguito: «queste misure sono state attuate in Italia senza la violenza che si è vista in altri paesi».
Il nazionalismo è nemico dell'Europa - «Il nazionalismo, anche quello piccolo delle singole categorie, è negativo. Ogni volta che una categoria si chiude a riccio e si aggrappa alla sua posizione, si tratta di una forma di nazionalismo meno pericolosa ma che va nella stessa direzione». Ha detto Mario Monti a margine della presentazione a Parigi del libro 'La democrazia in Europa', scritto in collaborazione con Sylvie Goulard, che uscirà il 14 novembre in Italia per Rizzoli.
Al bilancio bisogna guardare con realismo economico - «Alla questione del bilancio europeo bisogna guardare con realismo». «Da un lato tutti i paesi devono sistemare i conti pubblici, ma dall'altro bisogna considerare che per certi beni e servizi si spende meno se le spese sono affrontate a livello europeo. Ma non deve prevalere la visione contabile», e in particolare, ha aggiunto Monti, bisogna distinguere «tra ciò che è spreco da quello che si può trasformare in economia a livello europeo».
Collaborazione tra Stati sublima l'essenza dell'Unione - «La collaborazione fra Stati membri rappresenta la sublimazione dell'essenza stessa dell'Unione europea, poiché rafforza l'approccio cooperativo - nella condivisione delle esperienze di successo e delle migliori pratiche - e lo spirito solidaristico che devono guidare il processo di integrazione comunitaria».
Bersani: Ora allentare l'austerità - «Ok al controllo dei bilanci ma in cambio dovremmo decidere un allentamento della stretta dell'auterità, una politica di investimento e di gestione coordinata del costo del debito». Questo farebbe Pier Luigi Bersani se fosse eletto presidente del Consiglio.
Il segretario del Pd durante il confronto tv su Sky a proposito dell'atteggiamento dell'Italia verso l'Ue spiega cosa farebbe: «Direi alla signora Merkel: non litighiamo. Riconosciamo che negli ultimi 10 anni non abbiamo approfittato del calo dei tassi dopo l'euro, non siamo innocenti, ma la Germania ha preso il comando dell'economia reale grazie all'euro», perciò suggerisce Bersani «mettiamoci d'accordo, anche la Germania deve capire che siamo tutti su un treno, e andiamo tutti verso il segno meno e per questa strada non risolveremo il problema».
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