5 giugno 2020
Aggiornato 07:30
Giornalismo | Diffamazione

Diffamazione, il ddl torna al Senato

Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo che si è tenuta stamani a Palazzo Madama. Vita (PD): «Il ddl è diventato un pasticcio». FNSI: Lunedì giornata «stand up for journalism»

ROMA - Il ddl diffamazione tornerà in aula al Senato il 7 novembre. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo che si è tenuta stamani a Palazzo Madama. Il disegno di legge è stato rinviato ieri dall'Aula all'esame della commissione Giustizia le cui sedute, ieri e stamani, sono state però sconvocate perchè in Senato si vota la fiducia sul dl sanità.

Vita (PD): Il ddl è diventato un pasticcio - Il ddl di iniziativa parlamentare di riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa va eliminato dall'ordine del giorno del Senato: lo ha sostenuto il senatore del Pd Vincenzo Vita, intervistato da Radio città futura. «Chiedo che si tolga dall'ordine del giorno questo testo, che tra l'altro in commissione si è accidentato di nuovo».
Secondo l'esponente democratico «un rafforzamento del meccanismo della 'rettifica' e una modesta pena pecuniaria era quello a cui avevamo deciso di attenerci nel corso dell'iniziativa promossa dalla Fnsi, togliendo dal codice il provvedimento penale, cioè il carcere ma non è accaduto nulla di quanto previsto perché è diventato un provvedimento 'mostruoso' così come lo ha definito D'Ambrosio».
Vita teme il rischio dell'improvvisazione «su materie che vanno lasciate all'ordine professionale e al giudice» e per questo ha ribadito che chiederà «di derubricare questo testo che si è arenato, per evitare un pasticcio destinato a rimanere per trent'anni. Così come è accaduto con la legge Mammì - ha concluso Vita - di cui oggi stiamo ancora pagando le conseguenze».

FNSI: Lunedì giornata «stand up for journalism» - La Efj, European Federation Journalist, la Federazione Europea dei Giornalisti, alla quale la La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) aderisce, organizza, come tutti gli anni, per il prossimo lunedì 5 novembre la giornata 'Stand up for journalism', dedicata quest'anno al tema: 'Il giornalismo è un bene pubblico: autonomia e pluralismo'. La manifestazione, che si svolge in contemporanea in tutti i Paesi d'Europa, intende richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle questioni che attengono il libero esercizio della professione giornalistica a garanzia di un bene fondamentale per la democrazia qual è quello della libertà di stampa. Proprio per questi motivi - si sottolinea in una nota - la Fnsi ha pensato che fosse giusto inserire, in questa giornata internazionale, i temi della battaglia contro il ddl diffamazioni e tutti i tentativi per mettere di nuovo il bavaglio alla libera informazione. In queste settimane, infatti, stiamo assistendo al tentativo del legislatore italiano di introdurre normative fortemente penalizzanti per il libero esercizio della professione con il pretesto, a seguito della condanna in via definitiva del direttore Sallusti, di eliminare la pena detentiva per i reati di diffamazione a mezzo stampa».
«La Fnsi ha deciso di tenere un incontro pubblico lunedì 5 novembre alle ore 10.30 nella sede della Federazione della Stampa (Corso Vittorio Emanuele II, 349 Roma) a cui sono stati invitati tutti i direttori delle maggiori testate italiane per far sentire alta e forte la voce del giornalismo e chiedere al Parlamento di non proseguire su questa strada liberticida».

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