27 giugno 2019
Aggiornato 12:00
Già pronto il Manifesto di 40 punti

Tremonti scende in campo contro Berlusconi

Si candiderà lui stesso ma, garantisce, la sua ambizione è quella di «andare in Parlamento con tantissimi giovani». «I politici non possono guadagnare più di un precario». E precisa: la mia non è una «rivincita» nei confronti del Cavaliere o del Pdl

ROMA - Per ora c'è un Manifesto in 40 punti, un appuntamento in cui presentarlo (sabato e domenica a Riccione), due nomi possibili ('Lista Lavoro e Libertà 3L' o 'Avanti insieme') e due simboli, da lui stesso disegnati, tra cui scegliere. Anche se alla fine a 'vincere' potrebbe essere un terzo brand. Giulio Tremonti si riaffaccia alla scena politica e si prepara così a partecipare alle elezioni politiche. Si candiderà lui stesso ma, ha garantito, la sua ambizione è quella di «andare in Parlamento con tantissimi giovani».
«Vogliamo - ha spiegato - che nessuno che ha incarichi politici guadagni più di un precario». A suo giudizio, infatti, ci vorrebbe una sorta di «quarantena» siffatta per poi procedere a livellare gli stipendi dei parlamentari agli «standard europei».

L'incontro del fine settimana in Romagna è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa. Durante la quale l'ex ministro ha spiegato che questa sua iniziativa non è ispirata da alcun senso di «rivincita» nei confronti di Silvio Berlusconi né del Pdl. D'altra parte, è la sua versione, non è stato lui ad allontanarsi dal Pdl: «E' il Pdl che si è allontanato da me». Tuttavia, Tremonti ha volentieri ripercorso gli ultimi mesi del governo del Cavaliere, sottolineando di aver considerato un errore (non dipeso da lui) la scelta di anticipare il pareggio di bilancio al 2013, spiegando di aver tentato di combattere la voglia di chi era a palazzo Chigi di abbassare le tasse mentre la crisi cominciava a mordere, di non aver chiesto lui la lettera di Bankitalia (così ha detto con un velato riferimento a Draghi, anche se in realtà la lettera era della Bce) con tutti i vincolanti impegni a cui l'Italia deve sottoporsi.

Tremonti ha definito le 40 proposte contenute nel 'Manifesto' «molto specifiche» ma di più non ha voluto dire, aggiungendo anche di voler creare «un po' di suspance». «C'è una cosa che va assolutamente fatta», ha detto senza spiegare oltre, altrimenti «a crollare sarà la casa». Inutile provare a stuzzicarlo su Montezemolo, Alfano, Renzi, ecc.. «Io non mi occupo degli altri» è stata la risposta. E a chi lo ha incalzato su come si senta rispetto al 'nuovo che avanza', ha replicato: «La differenza non si fa sull'età, ma sulle persone e sulle idee. Io non sono per le idee che si oppongono al partito ma per le idee che si oppongono ad altre idee».

In una conferenza stampa zeppa di citazioni (Croce, Delors, Memenio Agrippa per dirne alcune), l'ex ministro dell'Economia ha spiegato di non sentirsi schierato né con la destra né con la sinistra che sono «termini vecchi». «Io - ha osservato - preferisco parlare di programmi. Noi ci rifaremo alla tradizione socialista e a quella cattolica, ma di certo non staremo con le banche e con la finanza».