31 marzo 2020
Aggiornato 03:30
Il Premier: L'Italia tornerà a crescere nel 2013

Monti: Il calo dei tassi aiuterà gli investimenti

L'Italia tornerà a crescere «nel 2013. Questa è la mia attesa». Lo ha detto il premier Mario Monti ai microfoni di Class CNBC, nel giorno in cui l'Istat ha diffuso altri dati preoccupanti sul Pil del 2012. Belisario (Idv): Altro che agenda Monti-bis

ROMA - L'Italia tornerà a crescere «nel 2013. Questa è la mia attesa». Lo ha detto il premier Mario Monti ai microfoni di Class CNBC, nel giorno in cui l'Istat ha diffuso altri dati preoccupanti sul Pil del 2012.
La speranza del premier si fonda sul calo dei tassi di interesse e sulla ripresa internazionale: «Anzitutto la crescita avverrà attraverso un declino dei rendimenti dei titoli di Stato italiani, poiché questi tassi d'interesse elevati e persistenti non riflettono ancora i nuovi e migliori fondamentali dell'economia e delle finanze pubbliche italiane, penalizzando sia il governo che ha dovuto pagare alti tassi d'interesse sul proprio debito sia le banche a causa dell'elevato costo del credito. Spero che ciò possa già verificarsi in un orizzonte di breve - medio periodo e non nel lungo termine. Se i tassi, come già sta avvenendo, continueranno a calmierarsi, vi sarà infatti più spazio per investimenti e crescita. In secondo luogo - ha aggiunto - ci auguriamo che anche l'economia internazionale inizi a recuperare terreno».

Belisario (IdV): Altro che agenda Monti-bis - «Altro che agenda Monti bis! Il Pil è ormai in caduta libera e la contrazione dei consumi era facilmente prevedibile con un potere d'acquisto sempre più ridotto ai minimi termini. Di fronte agli impietosi dati Istat mi chiedo cosa aspetti ancora il governo a varare provvedimenti seri per la crescita». Lo ha dichiarato Felice Belisario, capogruppo dell'Italia dei valori a palazzo Madama.
«Le misure di sola austerità non sono servite neanche a mettere a posto il bilancio dello Stato - denuncia l'esponente Idv -, il pareggio infatti è ancora lontano, mentre tante famiglie non arrivano più neanche alla terza settimana e le imprese, sempre più abbandonate a se stesse, sono costrette a chiudere. La crisi sta pesando troppo sulle spalle dei lavoratori e troppo poco su chi la crisi l'ha creata. Gli interessi delle fasce più forti continuano ad essere tutelate da Monti, continuare di questo passo - conclude Belisario - significa negare il futuro al Paese».

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