3 marzo 2024
Aggiornato 18:00
Politiche europee | Crisi del debito

Monti: Per l'Europa serve una visione di lungo periodo

L'Italia ha fatto e sta continuando a fare tutto quanto necessario alla soluzione della crisi, ora sempre di più tocca all'Europa completare questi sforzi, dare senso ai molti passi avanti compiuti per stabilizzare i mercati, trovando l'accordo su una visione di lungo periodo per l'Unione

BERLINO - L'Italia ha fatto e sta continuando a fare tutto quanto necessario alla soluzione della crisi, ora sempre di più tocca all'Europa completare questi sforzi, dare senso ai molti passi avanti compiuti per stabilizzare i mercati, trovando l'accordo su una visione di lungo periodo per l'Unione. Mario Monti riparte con la sua strategia europeista, dopo la breve pausa estiva, e nei numerosi incontri che caratterizzeranno questa e la prossima settimana tornerà a chiedere con forza che la Ue faccia la sua parte, in particolare chiarendo a se stessa quale sarà il suo futuro.

SERVE UN RUOLO PIÙ ATTIVO DELLA UE - Un messaggio condiviso con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, nel colloquio di ieri a colazione, anch'egli convinto - si fa notare - che l'Italia ha sempre di più tutte le carte in regola per rivendicare un ruolo attivo della Ue nella soluzione della crisi. Perchè la lettura che si dà delle turbolenze dei mercati, nel governo, è sempre la stessa: più che le 'colpe' dei singoli Paesi, in molti casi a pesare in negativo è la percezione di debolezza dell'intera Eurozona, e dunque solo riaffermando la determinazione di tutti i Paesi membri a proseguire nell'esperienza dell'Unione - non solo monetaria, ma sempre più politica - si potrà fermare la speculazione. A questo proposito, decisivo è il lavoro sul rapporto dei 'Quattro presidenti' (Barroso, Van Rompuy, Draghi e Juncker) sulle prospettive della Ue.

COLLOQUIO CON BARROSO - E dunque non sembra casuale il pur improvviso colloquio con il presidente della Commissione Europea, Josè Barroso, che avrà luogo questa sera a Bruxelles. Un incontro fissato solo questa mattina, che avverrà alla vigilia della visita di Monti a Berlino. Con Angela Merkel il premier discuterà domani a colazione della situazione economica europea, dalla Grecia alla Spagna, e insisterà sulla necessità di dare quanto prima attuazione concreta alle decisioni del Consiglio Europeo di fine giugno. Si parlerà dunque anche del meccanismo anti-spread, che l'Italia da un lato dice di non voler attivare per sè, ma dall'altro non esclude una richiesta futura. Con il negoziato che prosegue ancora sulle 'condizioni' alle quali dovrà sottostare il Paese 'virtuoso' che dovesse richiedere l'intervento di Esfs-Esm per calmierare i tassi di interesse sul proprio debito.

L'ASSE FRANCO-TEDESCO - Un tema, forse, su cui potrebbe arrivare una delle proposte del rinato asse franco-tedesco, sancito ieri dall'incontro tra i ministri delle Finanze Moscovici e Schauble. Intesa cui da Roma si guarda - assicurano da palazzo Chigi - senza alcuna preoccupazione. Tuttavia, proprio all'indomani dell'incontro di Berlino tra i due ministri di Francia e Germania, è arrivato l'inatteso colloquio tra Monti e Barroso. Cui si aggiungerà l'incontro tra il premier e il presidente del Consiglio Ue Herman van Rompuy che si avrà l'8 settembre a Cernobbio. Del resto, si fa notare dal governo, l'Italia da sempre privilegia il metodo comunitario, e dunque assi come quello franco-tedesco non possono essere «alternativi» alle decisioni comuni, ma solo «complementari». E che l'Italia non ci stia a fare da spettatrice, lo conferma l'ipotesi di una nuova riunione quadrilaterale con Germania, Francia e Spagna: voce smentita da palazzo Chigi, ma di cui si continua a parlare nell'esecutivo.

HOLLANDE A ROMA IL 4 SETTEMBRE - Certa è invece la visita di Francois Hollande a Roma, il 4 settembre. Come la riunione del board Bce fissata per il 6, dove si discuterà del programma di acquisto di titoli di Stato. Da Roma insistono nel sottolineare l'indipendenza della Banca Centrale, ma è evidente che rafforzare le intese politiche in Europa, presentare già da ora l'agenda dei prossimi provvedimenti del governo e garantire che l'Italia non attenua il suo impegno su stabilità e riforme, non può che aiutare Francoforte a imboccare la strada preferita in Italia.