26 maggio 2020
Aggiornato 15:30
Incendi. Dall’Italia un vero bollettino di guerra

Enpa e Lav a Clini: Stop alla caccia

Una vera catastrofe ambientale che ha causato la morte di milioni di animali selvatici, oltre di moltissimi animali d’affezione, e che ha distrutto habitat estremamente delicati; ambienti preziosissimi miracolosamente sfuggiti al cemento

ROMA - Quello che arriva dal nostro Paese è un vero e proprio bollettino di guerra. In questa estate, che da alcuni è stata definita come una delle più bollenti di sempre, quasi tutte le regioni italiani hanno dovuto fare i conti con le fiamme.
Una vera catastrofe ambientale – commentano le associazioni Enpa e Lav – che ha causato la morte di milioni di animali selvatici, oltre di moltissimi animali d’affezione, e che ha distrutto habitat estremamente delicati; ambienti preziosissimi miracolosamente sfuggiti al cemento, i quali avevano sopperito, almeno in parte, alla mancanza di siti idonei alla riproduzione e alla vita di flora e fauna.
Per questo Enpa e Lav hanno scritto al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, esprimendo preoccupazione per la conservazione della biodiversità del nostro Paese – un patrimonio riconosciuto come tale anche a livello europeo – e chiedendo la cancellazione della stagione venatoria.

DANNI GRAVISSIMI - «Siamo nel pieno della stagione riproduttiva della fauna i giovani uccelli e i cuccioli dei mammiferi, anche appartenenti a specie particolarmente protette per il loro precario stato di conservazione, non sono riusciti a sfuggire alle fiamme. Il danno subito dalle popolazioni selvatiche è gravissimo, perché non vi sarà alcun ricambio generazionale che possa rispondere alla morte di esemplari anziani o malati: tutto questo rende ancora più a rischio la sopravvivenza di molte specie», scrivono le due associazioni.
«In questa situazione di emergenza – si legge ancora nella lettera di Enpa e Lav -, le chiediamo, sig. Ministro, ai sensi dell' art 117 della Costituzione che ripone nelle mani dello Stato il diritto - dovere di tutela del patrimonio faunistico, di adoperarsi per mettere in atto tutte le misure necessarie non solo per la difesa dei territori interessati, considerando come tali anche le aree contigue alle zone devastate dagli incendi, ma anche a tutela della fauna selvatica. Per questo, riteniamo di fondamentale importanza il rinvio dell'apertura della stagione venatoria: consentire di sparare già nei primissimi giorni di settembre significherebbe veramente infierire, oltretutto a scopo ludico, nei confronti della fauna selvatica stremata non solo dagli incendi, ma anche dalle temperature record di questi mesi».

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