19 gennaio 2020
Aggiornato 00:00
I Partiti e le Riforme

Legge elettorale, l'appello di Napolitano raccolto dalla «strana maggioranza»

Il presidente della Repubblica, tornato a Roma da Stromboli per trascorrere l'ultimo periodo di vacanza a Castelporziano, ribadisce la sua preoccupazione per il mancato accordo per una legge che cancelli il pessimo sistema del porcellum. Gasparri difende il presidenzialismo. Lega protesta: «Basta diktat»

ROMA - Giorgio Napolitano lancia un nuovo appello per la riforma della legge elettorale. Il presidente della Repubblica, tornato a Roma da Stromboli per trascorrere l'ultimo periodo di vacanza a Castelporziano, ribadisce la sua preoccupazione per il mancato accordo per una legge che cancelli il pessimo sistema del porcellum: «Resto inquieto nel non vedere ancora vicine a un approdo le discussioni, che procedono fra continui alti e bassi, su una nuova legge elettorale», ha detto il capo dello Stato, che si ripromette perciò di «seguire più da vicino il processo che dovrebbe portare all'attuazione dell'impegno ormai inderogabile di non tornare alle urne con la legge elettorale del 2005».
Napolitano ha però anche ribadito le sue critiche all'ipotesi di riforma costituzionale presidenziale approvata al Senato con i voti di Lega e Pdl. «Rimane ancora bloccato il progetto di sia pure delimitate modifiche costituzionali che era stato concordato - si rammarica il Presidente - prima di una improvvisa virata sul tema così divisivo di un improvvisato cambiamento in senso presidenzialistico della Costituzione».

PD E UDC: TEMPI BREVI - D'accordo con la necessità di approvare una legge in tempi brevi sia il Pd: «Alla ripresa dei lavori è assolutamente necessario raggiungere un accordo», dice Anna Finocchiaro, che l'Udc, dice Giampiero D'Alia: «La riforma della legge elettorale a settembre è inevitabile».

GASPARRI DIFENDE IL PRESIDENZIALISMO - Mentre nel Pdl, pur condividendo l'appello del c capo dello Stato, c'è chi, come Maurizio Gasparri, rivendica la scelta del presidenzialismo: «Non esiste un potere di veto» e poi «l'elezione diretta del presidente della Repubblica è condivisa dalla maggioranza degli italiani». Mentre Roberto Calderoli giudica «inaccettabile il diktat di Napolitano» contro il presidenzialismo e Di Pietro teme che il Parlamento faccia «una legge elettorale per escludere chi, ai loro inciuci e ai loro inguacchi, non ci vuole stare».

AUTUNNO «IMPEGNATIVO» - Tuttavia Napolitano in vista di un autunno «impegnativo» mostra ottimismo per gli equilibri della strana maggioranza che sostiene Monti, dopo le fibrillazioni degli ultimi giorni: «Registro con piacere - evidenzia il presidente della Repubblica - che c'è stata una schiarita nei rapporti tra il governo e le forze politiche che lo sostengono. Anche nel senso che si è gettato uno sguardo su progetti significativi per i prossimi mesi, quelli di un autunno che già si preannuncia impegnativo».

CALDEROLI CONTRO NAPOLITANO - «I diktat odierni e ripetuti, da parte del capo dello Stato, sulla dimensione della riforma costituzionale e sulla legge elettorale sono inaccettabili, considerato il ruolo e i poteri previsti dalla Costituzione in capo al Presidente della Repubblica e dimostrano che siamo diventati, senza che nessuno l'avesse votato, una Repubblica presidenziale». E' quanto afferma in una nota Roberto Calderoli, responsabile organizzativo federale e responsabile del territorio per la Lega Nord.