19 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Il naufragio della Costa Concordia

Naufragio del Giglio, perizie pronte a settembre

Si è esaurita in una breve formalità la seconda udienza che porterà all'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia. I periti del Gip stanno ancora esaminando i dati di navigazione e le registrazioni audio della plancia di comando della nave, naufragata davanti all'isola del Giglio lo scorso 13 gennaio. Secondo ufficiale: Schettino salvò Concordia

GROSSETO - Si è esaurita in una breve formalità la seconda udienza che porterà all'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia. I periti del Gip stanno ancora esaminando i dati di navigazione e le registrazioni audio della plancia di comando della nave, naufragata davanti all'isola del Giglio lo scorso 13 gennaio. E hanno chiesto altro tempo. La proroga consentirà loro di consegnare i risultati ai primi di settembre. Per questo, la prossima udienza, che sarà la prima che metterà a confronto le deduzioni delle varie parti in causa, si terrà il 15 ottobre, ancora a Grosseto, al Teatro Moderno. La decisione era annunciata da tempo e quindi l'udienza di stamani si è svolta in una Grosseto blindata, ma praticamente deserta.

«Non ci sono state eccezioni, è stato fatto praticamente solo l'appello delle parti», ha spiegato Alessandro Maria Lecci, che difende il Comune del Giglio. Del resto, dalle parti civili e dai legali delle parti lese non sono giunte polemiche per i tempi dell'incidente probatorio. Al contrario, arrivare ad ottobre con la perizia completa della scatola nera appare a tutti un buon risultato. «L'importante è evitare buchi nell'indagine», ripetono in molti.
L'esame delle perizie sulla scatola nera, che costituirà il vero e proprio «incidente probatorio» inizierà il 15 ottobre alle ore 9 è «andrà avanti ad oltranzanei giorni successivi fino a quando non saranno esaurite tutte le domande che verranno poste dalle parti, per sentire le conclusioni dei requisiti che sono stati posti dal giudice», ha precisato Bruno Leporatti, difensore dell'ex comandante della Concordia, Francesco Schettino. E sul suo assistito, l'avvocato ha sottolineato che non è «sollevato» per aver potuto rilasciare interviste televisive, ma per «la verità che sta emergendo dalla scatola nera».

Secondo ufficiale: Schettino salvò Concordia - Francesco Schettino «ha fatto bene ad aspettare dare l'evacuazione della nave», perché «se avesse gettato le ancore ancora al largo», la tragedia della Costa Concordia sarebbe stata di dimensioni ben più ampie. A dirlo è Salvatore Ursino, secondo ufficiale di coperta (sia pur in «tirocinio») nella plancia di comando della nave, al momento del naufragio davanti all'isola del Giglio, lo scorso 13 gennaio.
La scatola nera dà ragione alla decisione del comandante: «lui ha temporeggiato, e lo si sente anche nell'audio». Secondo Ursino, Schettino ha gestito bene la fase del naufragio successiva all'urto contro lo scoglio delle 'Scole': «il vento e la corrente hanno influito molto. Il comandante li ha saputi gestire come su di una barca a vela». Ma questo non vuol dire che la manovra conclusiva di avvicinamento al Giglio sia stata casuale: «ha preso una decisione molto giusta, evitando di dare fondo alle ancora al largo, e ha temporeggiato per fare in modo che la nave arrivasse sulla costa. E' stato Schettino a portare la nave a spiaggiare».
Ursino è tra i nove ufficiali indagati per il naufragio ed era l'unico presente, questa mattina, all'udienza per l'incidente probatorio a Grosseto

Codacons: La Procura sbaglia su compensi Schettino - No della Procura della Repubblica di Grosseto all'istanza del Codacons con la quale si chiedeva il sequestro dei compensi percepiti da Francesco Schettino per le interviste ai mass media. In particolare l'associazione, dopo l'esclusiva rilasciata dal comandante della Costa Concordia al programma Mediaset «Quinta colonna», per la quale si è parlato di un compenso compreso tra i 50 e i 57mila euro che ha portato all'insurrezione il popolo del web, aveva chiesto alla Procura di sequestrare cautelativamente i soldi percepiti da Schettino, come forma di garanzia per i parenti delle vittime del naufragio, che attendono di essere risarciti per la tragedia subita.
Il Procuratore di Grosseto Francesco Verusio, ha risposto all'istanza del Codacons disponendo il non luogo a procedere «rilevato come l'istituto del sequestro conservativo è applicabile, in presenza dei requisiti di legge, solo una volta esercitata l'azione penale». A renderlo noto è la stessa associazione dei consumatori.
«Con questa decisione si allontanano sempre di più le possibilità per i parenti delle vittime e per i naufraghi di ottenere un risarcimento dal comandante Francesco Schettino» - commenta laconico il presidente Codacons, Carlo Rienzi.