23 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Promozione per il Sottosegretario

Grilli Ministro dell'Economia, Monti «in guerra»

Monti, che finora aveva retto ad interim il dicastero, ne ha proposto ieri la nomina al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che l'ha firmata. Il Premier: Avviato «percorso durissimo». Oggi Regioni da Bondi su spending review

ROMA - Vittorio Grilli è stato promosso nuovo ministro dell'Economia. Il Premier Mario Monti, che finora aveva retto ad interim il dicastero, ne ha proposto ieri la nomina al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che l'ha firmata. Subito dopo c'è stato il giuramento di Grilli al Quirinale, al quale Grilli si è presentato accompagnato da moglie e figli. Palazzo Chigi ha inoltre annunciato la decisione di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un Comitato per il coordinamento della politica economica e finanziaria, da lui presieduto. Della nuova task force economica faranno parte il ministro dell'Economia e delle Finanze Grilli, il ministro per lo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Passera e altri ministri competenti. Alle riunioni del Comitato potrà essere invitato il governatore della Banca d'Italia.

MONTI: ITALIA IN GUERRA - «L'Italia - ha messo in guardia il Premier davanti all'assemblea annuale dell'Abi poco prima dell'annuncio della promozione di Grilli - ha iniziato un percorso di guerra durissimo: un percorso di guerra contro i pregiudizi diffusi e contro le più ciniche valutazioni». E' una guerra, ha spiegato Monti, «contro i pregiudizi diffusi, contro le più ciniche sottovalutazioni di noi stessi, che si accompagnano a momenti di superficiale esaltazione. Una guerra contro l'eredità del grande debito pubblico, contro gli effetti inerziali di decisioni del passato e vizi strutturali della nostra economia e del nostro sistema sociale».

OGGI LE REGIONI DA BONDI - Un percorso che ha nella spending review una tappa fondamentale. Motivo per cui ieri sera, incontrando le Regioni Monti e Grilli sono stati netti: «Daremo alle Regioni tutti i chiarimenti di richiesti sul merito dei tagli ma i saldi non sono in discussione, devono restare invariati». Un confronto che prosegue oggi con un nuovo incontro dei Governatori al ministero dell'Economia con il Commissario governativo alla spending Enrico Bondi.

I FRONTI DEL PREMIER - «Con l'apporto di tutti - ha voluto sottolineare ancora il premier - abbiamo cercato di affrontare questi aspetti strutturali e nel poco tempo a disposizione l'abbiamo fatto per le pensioni, il mercato del lavoro, i mercati dei beni e servizi, quindi le strutture monopolistiche e oligopolistiche, le restrizioni alla concorrenza che in Italia dipendono non tanto dalle imprese ma da norme amministrative introdotte dai pubblici poteri». E «da ultimo - ha aggiunto Monti - abbiamo iniziato a incidere pesantemente sul meccanismo forse più nefasto dell'Italia, i meccanismi generatori della spesa pubblica che hanno prodotto nell'aggregato il debito e nel disaggregato una serie di effetti perversi».
«In ciascuna di queste guerre - ha avvertito Monti - stiamo ottenendo risultati differiti. I benefici in termini di ritorno sono un pò lenti a venire e tali a volte da innervosirci, ma non è facile cambiare le percezioni dei mercati altrui con i cambiamenti intensi nella nostra economia. Il percorso di guerra, una guerra pacifica, non è finito - ha concluso Monti - ma credo si possa ragionevolmente sperare che, non so in quale mese, vedremo come cittadini, e chi sarà al governo, i primi risultati di questa presa di coscienza collettiva della società italiana».