23 ottobre 2019
Aggiornato 22:00

Terzi: Sostegno a riconciliazione è il nostro modello di «peacekeeping»

Il Ministro degli Esteri: «Affermare i diritti fondamentali: la pace va oltre le tregue militari. Ora servono veri progressi in dialogo con Pristina. Sulla Spending review dalla Farnesina sforzi pesanti, si va avanti»

ROMA - «Il sostegno alla riconciliazione è uno dei capisaldi della politica estera italiana, e lo si può vedere molto concretamente nelle 28 missioni internazionali di pace a cui partecipiamo». Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, durante il suo intervento al convegno 'La dimensione umana della pace' organizzato dall'Ara Pacis Initiative a Montecitorio. Fra i relatori, c'erano anche il presidente della Camera Gianfranco Fini e il Nobel per la Pace Leymah Gbowee.
Terzi ha passato in rassegna l'impegno italiano nelle missioni di pace, che si articola in «21 paesi: dall'Afghanistan ai Balcani, al Libano. L'Italia non è lì solo per assicurare una cornice di sicurezza, ma opera invece all'interno delle società di questi paesi creando le condizioni per una pacifica convivenza. E' questo il modello italiano di peacekeeping» secondo il titolare della Farnesina.
«Grazie alla capacità di ascolto della popolazione locale - ha proseguito il ministro - non solo contribuiamo a ricomporre fratture etniche e sociali ma anche ad affermare i diritti fondamentali, a tutelare le categorie più deboli, a insistere perché vengano rispettate le donne e i bambini. Questi sono i presupposti - ha concluso Terzi - perché la pace si estenda oltre tregue imposte con interposizioni militari».

Ora servono veri progressi in dialogo con Pristina - «Abbiamo accolto con estremo favore la condanna da parte del parlamento serbo del massacro di Srebrenica e la partecipazione dell'allora presidente Tadic alla cerimonia di commemorazione. Ci aspettiamo in questo senso ulteriori veri progressi tra Belgrado e Pristina che facilitino l'avvicinamento di entrambi all'Unione Europea» ha aggiunto il ministro, secondo cui «la riconciliazione regionale serve a imprimere una spinta necessaria al processo di integrazione europea dei Balcani».
Nei Balcani occidentali, ha fatto notare Terzi l'Italia ha «lavorato per sostituire rapporti improntati a odio e diffidenza, e avviare la comprensione reciproca per far sì che essa si traducesse in condivisione di progetti e di solidarietà». Il titolare della Farnesina ha citato, in tal senso, «simboli forti» come la ricostruzione col contributo italiano del ponte di Mostar e il 'concerto dell'amicizia' che si tenne nel 2010 a Trieste con la partecipazione del presidente Giorgio Napolitano e i colleghi di Slovenia e Croazia.

Spending review, dalla Farnesina sforzi pesanti, si va avanti - La Farnesina ha «già sofferto pesantemente» per contenere la propria spesa negli ultimi anni, ma va avanti con la spending review tenendo presente che occorre dare «massima efficienza» ai suoi servizi per il paese e per gli italiani all'estero.
A chi gli chiedeva un commento sugli sforzi di queste ore nell'amministrazione pubblica, Terzi ha ribattuto: «Così passiamo da un argomento particolarmente felice a una nota più ombrosa, diremmo di grande sobrietà...». «Stiamo facendo un enorme sforzo per contribuire alla riduzione della spesa pubblica» ha osservato.
La Farnesina, ha fatto notare il capo della diplomazia, «ha un bilancio, rapportato al resto della pubblica amministrazione, molto contenuto e ha già sofferto pesantemente negli ultimi tre anni: tagli di 900 milioni su 2 miliardi e mezzo di euro. Ma stiamo facendo ulteriori sforzi per cercare di contenere (la spesa) e dare massima efficienza ai servizi che noi rendiamo al paese e soprattutto - ha detto ancora Terzi - agli italiani all'estero». «Questo che è uno sforzo che ci impegna molto», ha concluso.