20 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
Il Presidente del Consiglio a Bruxelles

Monti: I mercati dovrebbero premiarci, non penalizzarci

Il Premier: Come per la Tobin tax, serve una «cooperazione rafforzata» anche nella gestione della politica finanziaria, per esempio per la gestione dei titoli sovrani. Su spread doppia sfida, convincere Germania e mercati

BRUXELLES - Il presidente del Consiglio, Mario Monti, chiede una 'cooperazione rafforzata' anche «nella gestione della politica finanziaria, per esempio per la gestione dei titoli sovrani». Monti lo ha affermato durante il discorso di accettazione del premio dell'Associazione dei contribuenti europei, stasera a Bruxelles, e poi lo ha confermato parlando con i cronisti.
Parlando della tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin tax, dal nome del professore di economia che l'ha proposta per primo), ha ricordato di essere stato «studente di Tobin», e ha spiegato:«Il governo precedente aveva una posizione negativa sulla tassa sulle transazioni finanziarie, noi siamo più aperti e non escludiamo una 'cooperazione rafforzata'», ovvero un accordo con i soli paesi membri che ci stanno.
«Ma vogliamo - ha aggiunto - una visione più equilibrata e più ampia. Se ci si deve muovere in questo senso, allora la nostra aspettativa e la nostra condizione è che ci dovrebbe essere una cooperazione rafforzata nella politica finanziaria, per esempio per porre rimedio ai fallimenti del mercato sul debito sovrano».

Su spread doppia sfida, convincere i mercati e la Germania - Il presidente del Consiglio ha detto oggi a Bruxelles di apprezzare la «doppia sfida» di dover convincere sia la Germania e che i mercati sulle proposte per contenere gli spread sul mercato del debito sovrano. Alla domanda in proposito rivoltagli da un cronista, Monti a risposto: «E' una doppia sfida molto impegnativa, ma in Europa ci piacciono le sfide e tutti fanno del loro meglio quando c'è da rispondere a delle sfide».

Il mercato dovrebbe ricompensarci, non penalizzarci - L'Italia chiede che sia migliorato il meccanismo di governance dei mercati del debito sovrano, e che non continuino a essere penalizzati dagli spread, ma piuttosto ricompensati, i paesi che stanno applicando politiche di bilancio virtuose e riforme strutturali ambiziose.
«Riflettete - ha detto Monti rivolto all'audience - sul fatto che l'Italia ha oggi il più insolito primo ministro di mentalità tedesca che abbia mai avuto che mai avrà, a parte De Gasperi che era sudtirolese. L'Italia - ha sottolineato il premier - ha fatto e sta continuando ad attuare un consolidamento di bilancio alquanto straordinario. C'era un impegno con la Commissione europea - ha ricordato - per conseguire il pareggio di bilancio entro 2014. Poi il mio predecessore ha anticipato al 2013 quest'obiettivo. E, nonostante sia molto ambizioso, noi abbiano deciso che lo manterremo, e l'anno prossimo avremo un surplus primario».
«E' strano - ha continuato Monti, iniziando una serie di domande retoriche - che un Paese come questo, che ha fatto molte riforme strutturali, chieda non aiuto, non un programma di assistenza finanziaria condizionata Eurozona-Fmi? E che - ha continuato il premier -, avendo messo la sua casa in ordine, chieda che il meccanismo di governance sia migliorato per fare in modo che il Paese non paghi uno spread di 470 punti base più alto del bund tedesco?. Non è normale che questa richiesta sia presa in considerazione? Non c'è del merito - ha concluso Monti - nel chiedere, con un background di disciplina molto testarda, che i paesi virtuosi come il nostro (certamente, con recente virtù, altrimenti non avremmo un debito pubblico al 120%; ma dobbiamo espiare per l'eternità?) chiedano di essere ricompensati dal mercato, senza violare l'indipendenza della BCE e senza violare la disciplina finanziaria?»