25 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Il gioco pesante della signora Merkel

Dal vertice di Bruxelles Monti non tornerà a mani vuote

E’ nell’interesse delle Germania uscire con accordo che stabilisca regole sempre più stringenti a favore di un dominio economico tedesco. In cambio arriverà qualche concessione per i Paesi più disposti a mettere ordine nei loro conti. Massimo Garavaglia (Lega): «La Merkel vuole l’Euro a due velocità»

ROMA - Dove vuole arrivare la Merkel? Lo sapremo nelle prossime ore.
Monti sbarca a Bruxelles con una borsa piena di compiti svolti diligentemente. Compiti che gli italiani stanno pagando a caro prezzo, compreso quello imposto dalla riforma del lavoro che in Italia non piace a nessuno e, si spera, accontenti perlomeno il palato dei censori tedeschi.
La signora Merkel sa bene che se costringesse il presidente del Consiglio italiano a tornare a casa a mani vuote il giorno dopo si troverebbe a cavalcare due crisi in più.

ANGELA MERKEL DAVANTI A UN BIVIO - Come primo effetto l’irrigidimento tedesco comporterebbe quasi sicuramente il tramonto della stella Monti e del governo tecnico, con un conseguente movimento sussultorio della politica italiana dagli esiti imprevedibili.
Il secondo effetto sarebbe quello di far crollare ogni speranza che l’euro e l’Europa stessa si possano ancora salvare facendo ricorso a comportamenti virtuosi. Con tanti saluti ai sacrifici sopportati dagli italiani e un calcio nel sedere sia alle promesse spagnole che al faticoso tentativo di restare a galla dei greci.
E’ possibile che la signora Merkel si spinga al punto di provocare una frattura che inevitabilmente finirebbe per riflettersi anche sull’economia e la stabilità tedesca?

GARAVAGLIA: I FAUTORI DELL’EUROPA A DUE VELOCITA'
Insomma mettere in subbuglio l’Europa conviene alla signora Merkel?
Evidentemente no. Ma allora cosa vuole?
«Se davvero la Germania avesse intenzione di mantenere l'euro così com'è non perseguirebbe nella linea attuale che sta rendendo giorno dopo giorno più costoso il risanamento. La Merkel ha già esplicitamente parlato di euro a due velocità», ha affermato il senatore della Lega, Massimo Garavaglia, alla vigilia del vertice europeo.
E a supporto della sua tesi che la Merlel stia lavorando per un euro a due velocità Garavaglia, che è vice presidente della commissione Bilancio del Senato, ricorda che sono 15 settimane che la Bce non procede ad acquisti di titoli di stato dai Paesi euro.

ANCHE LA STERLINA SOFFRE LE PENE DELL’EURO - Ma è’ plausibile l’ipotesi che la decisione che uscirà da Bruxelles comporti un indebolimento delle esportazioni tedesche a favore di una moneta più debole, ma più competitiva per le merci dell’area mediterranea dell’Euro?
Inoltre non risulta che l’indebolimento della sterlina e l’uscita della Gran Bretagna dal piano di salvataggio deciso dal Consiglio Europeo lo scorso autunno abbiano giocato a favore della economia di Londra, alla luce della recessione che sta colpendo i sudditi della regina Elisabetta in misura eguale, se non maggiore dei cittadini dell’Eurozona.

LA GERMANIA SEMPRE PIÙ IN TESTA ALL’EUROPA - Scartata la scelta dell’euro a due velocità sulla scacchiera della signora Merkel restano quindi due strade, o far saltare il banco con tutte le prevedibili conseguenze, o mettersi a capo di un risanamento che vedrebbe la Germania di fatto al comando di un resto d’Europa in continuo affanno, e quindi sotto schiaffo, per molti anni avvenire.
C’è da scommettere che la signora Merkel sceglierà questa secondala soluzione, in grado di conservare al suo Paese un dominio sui destini di gran parte dei suoi alleati.
In cambio dovrà solo ammorbidire la sua intransigenza, bloccando a tempo indeterminato la condivisione del debito, ma accettando, se pur riveduta, la proposta di Monti di togliere la spada di Damocle dello spread e dei tassi di interesse insopportabili dalla testa di quei Paesi che. come l’Italia di Monti, si siano dimostrati ubbidienti alle condizioni imposte da Berlino.

GLI ITALIANI PAGANO COLPE ANTICHE E RECENTI - Ammesso che la signora Merkel sia così «generosa» dal consentire che la Germania continui a trarre il massimo dei vantaggi dalla persistenza dell’Europa così com’è, all’Italia quale altro destino è concesso, oltre l’ubbidienza?
Potrebbe essere, per esempio, lei stessa a fare saltare il banco. come propongono gli opposti estremismi presenti sulla scena.
Ma è un salto praticabile? Potrebbe essere un azzardo da tentare solo a patto che qualcuno abbia i mezzi per mettere sul piatto una fidejussione che garantisca a pensionati e stipendiati di continuare a presentarsi a fine mese allo sportello e ricevere regolarmente quanto loro spetta. Con una moneta che consenta di pagare il petrolio da trasformare in benzina ed elettricità e le materie prime per mandare avanti le fabbriche e conservare i posti di lavoro. Altrimenti è solo caos.
Questo è il quadro. Se ritenevamo, e a ragione, che la mano dei tedeschi sarebbe finita, come sempre, per risultare pesante, dovevamo fare di tutto per non trovarci in questa situazione.
Ora l’unica cosa che possiamo fare e rimpallarci le colpe.