15 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Il Governo ha ottenuto tre fiducie alla Camera

Corruzione: Severino, modifiche? Il meglio è il nemico del bene

Cautela del Ministro della Giustizia: Oggi dalla maggioranza grandissimo senso di responsabilità. Entro il 2013 intervento sull'incandidabilità. Penati? La polemica prima o poi si esaurirà

ROMA - Il ddl anticorruzione è «un provvedimento complesso» e «per i provvedimenti complessi il desiderio di renderli migliori si pone sempre. Ci si chiede però se il meglio non sia nemico del bene». E' molto cauta Paola Severino, ministro della Giustizia, rispetto alla possibilità di modificare al Senato il ddl anticorruzione su cui oggi il governo ha ottenuto tre fiducie alla Camera.
Interpellata dai giornalisti a Montecitorio osserva: «Il nodo delle modifiche lo scioglieremo più avanti. Bisogna verificare tante condizioni», innanzitutto, «verificare che i miglioramenti non portino via troppo tempo». Tuttavia, sottolinea, «il dibattito è serio e aperto a tutte le alternative purché siano serie».
Severino ha infine riconosciuto «il grandissimo senso di responsabilità della maggioranza di governo nonostante non ci sia un'adesione totale al contenuto del provvedimento. Si tratta di un segnale forte».

Entro il 2013 intervento sull'incandidabilità - «Il tempo di un anno previsto nell'articolo 10 del ddl anticorruzione è il termine massimo. Cercheremo di accelerare al massimo e di legiferare sull'incandidabilità dei condannati entro il 2013». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino, commentando alla Camera le polemiche sulla norma contenuta nel provvedimento anti-corruzione all'esame dell'Aula.

Penati? Polemica prima o poi si esaurirà - «Secondo voi agli italiani interessa di più avere una buona legge contro la corruzione o una polemica che prima o poi si esaurirà? Io credo che bisogna andare alla sostanza delle cose». Così il ministro della Giustizia, incassata la terza fiducia sul ddl anticorruzione alla Camera, commenta le accuse del Pdl che sostiene che nel provvedimento ci sia una norma che prescrive il reato di cui è accusato Filippo Penati (Pd).
«Ma ormai mi sono assuefatta a un linguaggio cui non ero abituata perché per me le leggi si fanno pensando a un interesse generale», ha aggiunto.