16 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
Politica economica | Spending review

Spending Review, ok del Senato. Ecco le novità

Via libera al testo del Governo con 236 sì, 5 contrari e 30 astenuti. Obiettivo prioritario del governo è quello di evitare l'aumento dell'Iva previsto in ottobre grazie ai risparmi che si dovranno ricavare. Idv si astiene: E' un'altra occasione mancata

ROMA - L'Aula di palazzo Madama ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto del governo sulla nomina a commissario straordinario per i tagli alla spesa di Enrico Bondi e di 'parametrazione' della spending review. Hanno votato a favore 236 senatori, contrari 5, astenuti 30. Il testo dovrà ora tornare alla Camera per l'ultima lettura, visto che al Senato è stato modificato il testo redatto a Montecitorio.
Il passaggio del ddl al Senato non è stato indolore per il governo, visto che ieri è stato approvato in Aula un emendamento della senatrice Poli Bortone che vieta i tagli agli organi costituzionali, emendamento cui il governo aveva dato parere negativo.

Queste le principali modifiche introdotte a Palazzo Madama

OK CERTIFICAZIONI CREDITI REGIONI IN ROSSO. Stop al divieto della certificazione dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese per le Regioni con piani di rientro dai deficit sanitari. Per quanto riguarda i debiti che gravano sul bilancio degli enti del servizio sanitario nazionale, i commissari nominati per i piani di rientro delle Regioni con disavanzo potranno certificare i crediti esigibili già conteggiati negli stessi piani. La norma vale anche per i professionisti. Prevista anche la possibilità di compensare i crediti vantati verso lo Stato con le cartelle esattoriali.

IN REGIONI IN ROSSO RUOLO BONDI SOLO SU SANITA'. Il supercommissario potrà decidere di tagliare autonomamente la spesa sanitaria delle Regioni con piani di rientro ma non intervenire sugli altri capitoli del bilancio.

RESPONSABILE SPESA IN OGNI AMMINISTRAZIONE. Ogni amministrazione potrà avere un responsabile per i tagli alla spesa pubblica. Per questo incarico non sono previste indennità né costi aggiuntivi.

BONDI POTRA' CHIEDERE COLLABORAZIONE GDF. Il commissario straordinario per la sua attività di razionalizzazione e tagli potrà avvalersi della Guardia di Finanza.

OTTIMIZZAZIONE USO IMMOBILI PUBBLICI. Il commissario straordinario per la spending review, Enrico Bondi, avrà anche il compito di ottimizzare, in collaborazione con l'Agenzia del Demanio, l'uso degli immobili pubblici.

CANCELLATO ART.2 COMMA 3. La norma escludeva dall'ambito di applicazione del decreto la Presidenza della Repubblica, il Senato della Repubblica, la Camera dei deputati e la Corte costituzionale.

CERTIFICAZIONE CREDITI ANCHE PER PROFESSIONISTI. Secondo quanto spiegato dal relatore alla spendig review, Gilberto Pichetto Fratin, la certificazione dei crediti che si vantano nei confronti della pubblica amministrazione varranno anche per i professionisti.

ENTRO SETTEMBRE RELAZIONE GOVERNO A PARLAMENTO. Entro settembre l'esecutivo dovrà presentare un programma per la riorganizzazione dell'intera spesa pubblica, sull'ottimizzazione della produttività del lavoro e l'efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Resta fermo che il presidente del Consiglio o un ministro delegato dovranno riferire alle Camere entro il prossimo 31 luglio.

SPINTA AD ACQUISTI CENTRALIZZATI. I parametri prezzi-qualità individuati dalla Consip per le amministrazioni pubbliche dovranno essere imprescindibili e se possibile migliorativi.

APPALTI. Si abbassa da 150mila a 50mila il limite al di sopra del quale le varie stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori sono obbligati a comunicare all'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, i dati sul contenuto dei bandi, dei verbali di gara, i soggetti invitati, l'importo di aggiudicazione, oltre al nominativo dell'affidatario e del progettista. Le nuove regole sull'apertura in seduta pubblica delle buste per l'assegnazione di appalti, forniture e servizi, si applicheranno anche alle procedure di affidamento per le quali si è già proceduto all'apertura dei plichi.

IdV si astiene: E' un'altra occasione mancata - «Anche questo provvedimento per ridurre la spesa pubblica è un'occasione mancata, perché le proposte migliorative dell'Italia dei Valori sono state tutte sistematicamente bocciate, rese inammissibili o improponibili. In realtà, gli emendamenti sono stati vergognosamente distribuiti secondo una logica da manuale Cencelli: un po' al Pdl e un po' al Pd». Lo ha affermato il senatore Alfonso Mascitelli, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Bilancio, annunciando in aula l'astensione da parte del suo gruppo al alla conversione in legge del decreto del Governo sulla spending review.