22 febbraio 2019
Aggiornato 08:30
Costi della Politica | Riforma finanziamento Partiti

Per i Partiti rimborsi dimezzati, ma solo nel 2012

Dall'anno prossimo il risparmio per le casse dello Stato sarà decrescente: la legge che l'Assemblea di Montecitorio sta esaminando prevede anche l'aumento della detrazione fiscale per chi effettua donazioni in favore di partiti

ROMA - A un mese e mezzo dall'impegno preso dai presidenti delle Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, per la riforma del finanziamento dei partiti, l'Aula di Montecitorio ha approvato l'articolo 1 del testo scritto da Gianclaudio Bressa (Pd) e Giuseppe Calderisi (Pdl) che lo riduce da 182 milioni circa a 91 milioni nel 2012. Il Pd esulta per il «dimezzamento» dei rimborsi che era la proposta originaria del segretario Pierluigi Bersani ma in realtà di dimezzamento si può parlare solo quest'anno.

Aumentano le detrazioni fiscali - Dall'anno prossimo infatti il risparmio per le casse dello Stato sarà decrescente: da un lato perché la quota destinata ai partiti sarebbe già diminuita per effetto delle ultime manovre economiche, dall'altro perché in realtà la legge che l'Assemblea di Montecitorio sta esaminando prevede anche l'aumento della detrazione fiscale per chi effettua donazioni in favore di partiti, tra i 50 e i 10mila euro, e Onlus (dal 19% attuale al 24% nel 2013 e al 26% dal 2014): parte del risparmio che deriverà dal taglio del finanziamento pubblico infatti andrà a coprire l'aumento delle detrazioni previsto.

A regime lo Stato risparmierà 11 milioni di euro - I conti li ha fatti la Ragioneria dello Stato stimando che, a regime, nel 2016, i risparmi derivanti da questa legge per lo Stato saranno di 11 milioni di euro. Se è vero che nel 2012 i rimborsi passeranno da 182 milioni circa a 91 milioni circa, infatti, nel 2013 la riduzione sarà dai previsti 160 milioni circa ai 91 circa, con un risparmio di poco più di 69 milioni di euro; nel 2014 il risparmio sarà di 58.440.548 euro e nel 2015 e 2016 di 50.193.278. Una parte di questi risparmi però servirà a coprire l'aumento delle detrazioni previsto dalla legge. Dunque, la Ragioneria stima che «gli effetti finanziari complessivi», ovvero il risparmio effettivo per le casse dello Stato, sarà di 69 milioni nel 2013 (quando non 'peseranno' ancora le detrazioni), ma di poco più di 2 milioni nel 2014 (quando le detrazioni sono stimate in 56 milioni), di 5 milioni nel 2015 (detrazioni per 44 milioni) e 11 milioni a regime, dal 2016 (detrazioni per 39,3 milioni).

Lega: Solo noi vogliamo abolire il finanziamento pubblico - «Passando dalle parole ai voti in Parlamento, è ormai chiaro a tutti chi bluffa e chi fa sul serio: la Lega Nord è l'unico movimento che vuole abolire totalmente il finanziamento pubblico ai partiti. La demagogia della maggioranza Pd, Pdl e Terzo Polo è stata smascherata». Lo si legge in un comunicato del Gruppo della Lega Nord alla Camera, a commento della bocciatura da parte della maggioranza dell'emendamento leghista che intendeva abolire il finanziamento pubblico dei partiti.

Ventura (Pd): Finanziamento dimezzato, merito nostro - «Ancora oggi c'è chi promette una raccolta di firme per una legge che verrà, c'è chi, demagogicamente, perché forse sa che non passerà, mette ai voti un emendamento che dovrebbe cancellare il contributo pubblico ai partiti. Noi, coerentemente, abbiamo fatto quel che abbiamo promesso, nel presente, non in un futuro indefinito». Lo dice in una nota Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del PD.