12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Politica economica | Crisi del debito

Monti: Il rigore senza crescita non dura

Il Premier: Al G8 abbiamo dato un messaggio forte all'Unione Europea, in alleanza con Obama. Entro quest'anno restituiti 20-30 mld di debiti alle imprese, ma per la crescita non basta pompare soldi nel sistema

ROMA - Senza il risanamento il Paese sarebbe «sull'orlo del precipizio», ma ora serve la crescita senza la quale «anche la disciplina di bilancio non è durevole». Lo ha detto il premier Mario Monti, intervistato dal Tg2, assicurando agli italiani che «non appena è possibile vedere degli spiragli interveniamo».

Il paese era sull'orlo del precipizio - Monti si è detto «convinto che gli italiani si rendano conto che senza questa fase di risanamento il Paese era sull'orlo del precipizio. Del resto non ci sarebbe rivolti ad un governo come questo se così non fosse stato, ma voglio che gli italiani sappiano che non appena è possibile vedere degli spiragli interveniamo». Per esempio, ricorda il premier, «oggi abbiamo adottato quattro decreti per consentire un sollecito pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese in misura molto significativa e questo aiuterà le imprese a riprendersi».
Inoltre «quello che l'Italia sta facendo viene anche apprezzato sul piano europeo e internazionale e questo fa sì che noi governo italiano possiamo avere e stiamo avendo una voce più autorevole e rispettata nel chiedere all'insieme dell'Europa una politica economica più rivolta alla crescita». Perchè «senza la crescita anche la disciplina del bilancio non è durevole». Un concetto ribadito anche all'ultimo appuntamento internazionale: «Negli incontri di Camp David al G8, anche con la forte alleanza del presidente Obama, abbiamo dato un messaggio di cui anche l'Europa stessa dovrà tenere conto e che va esattamente nella stessa direzione».

Entro quest'anno restituiti 20-30 mld di debiti alle imprese - Pronti quattro decreti per saldare i crediti delle aziende nei confronti della Pubblica amministrazione. Attraverso i quali verranno smaltiti circa «20-30 miliardi nel corso di quest'anno». A illustrare i nuovi provvedimenti per dare «carburante» alle aziende è stato il premier Mario Monti, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il presidente del consiglio ha dato rassicurazioni sullo stato dell'economia italiana, spiegando di non vedere «all'orizzonte una nuova manovra correttiva» Sul problema della liquidità alle imprese Monti ha sottolineato: «Le nostre aziende, a volte proprio le più piccole e innovative, in questa fase difficile non hanno abbassato la testa» e per questo «hanno bisogno di liquidità». Il premier ha poi annunciato i quattro decreti per «diminuire lo stock» di debiti della Pubblica amministrazione. E ha ringraziato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, «per aver operato su un terreno complesso ma importantissimo».

Per la crescita non basta pompare soldi - Per anni il problema della crescita è stato visto come «un problema 'idraulico': c'era un tubo, si pompavano i soldi, e sarebbe dovuta venir fuori la crescita. Invece non veniva fuori niente, o venivano le cattedrali nel deserto». Ma l'operazione di crescita cui sta puntando Mario Monti «è attraverso la rimodulazione dell'economia», anche se «ci vorrà un po' di tempo».
Illustrando i decreti sui debiti della P.A. verso le imprese, Monti ha spiegato che si tratta del primo provvedimento «grosso» per determinare «un afflusso di liquidi alle imprese». Ma poi ha osservato: «Troppe volte si è vista la crescita come un'operazione idraulica: c'è un tubo, metti dentro soldi, viene fuori la crescita. Che poi non veniva, o venivano cattedrali nel deserto».
Per questo Monti ha rivendicato che «provvedimenti per la crescita, e non per evitare il rischio di catastrofi finanziarie come poteva temersi all'inizio, sono anche alcuni provvedimenti non intestati alla crescita. Già nel 'Salva Italia' di dicembre, adottato in fretta e in emergenza, c'era dentro non solo la parte sulle pensioni essenziale per crescita sostenibile di un Paese, ma c'erano anche specifici interventi come l'Ace, come l'avere salvaguardato da maggiori carichi fiscali sia il lavoro sia il profitto, avendo invece spostato il carico fiscale su aspetti del patrimonio. E poi i pacchetti liberalizzazioni, semplificazioni, infrastrutture, sono tutte cose per la crescita e naturalmente la riforma del mercato del lavoro di cui confidiamo di vedere presto il buon esito parlamentare è un ingrediente essenziale per la crescita». Certo, «non si può sottovalutare l'aspetto 'idraulico', oggi abbiamo fatto qualcosa di utile».