13 giugno 2021
Aggiornato 07:30
Commissione Affari sociali della Camera

Gioco d'azzardo: Balduzzi, in Italia 3 milioni «a rischio»

Il Ministro della Salute: Secondo i dati di uno studio del 2009 il 47,1% degli studenti delle scuole medie superiori gioca d'azzardo in varie forme, circa 450.000 studentesse e 720.000 studenti

ROMA - «In Italia si stimano in circa 15 milioni i giocatori d'azzardo tra i 15 e i 64 anni: l'80% di questi non è a rischio, mentre lo è il restante 20%, circa 3 milioni di persone». Lo ha reso noto il ministro della Salute Renato Balduzzi, ascoltato oggi dalla Commissione Affari sociali della Camera sugli aspetti sociali e sanitari della dipendenza dal gioco d'azzardo.

Oltre un milione gli studenti coinvolti - Citando «stime di carattere epidemiologico» e «una mappatura ancora non aggiornata», Balduzzi ha spiegato che secondo alcuni studi «sono 120.000 le persone a rischio 'gap', di gioco d'azzardo patologico: lo 0,8% del totale dei giocatori».
Un fenomeno che non risparmia nemmeno i più giovani: «Secondo i dati di uno studio del 2009 il 47,1% degli studenti delle scuole medie superiori gioca d'azzardo in varie forme, circa 450.000 studentesse e 720.000 studenti».

Necessario un cambio di marcia - Davanti la Commissione Affari sociali, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha avvertito che il fenomeno dell'abuso legato al gioco d'azzardo «è molto più grave e preoccupante di quanto si poteva pensare un tempo».
«La risposta del sistema - ha spiegato - deve andare nel senso della prevenzione, della cura e della riabilitazione. Il fenomeno interessa profili di ordine pubblico, di ordine urbano, la tutela dei minori, la tutela sanitaria e l'imposizione tributaria: il suggerimento è quindi riuscire a combinare più interventi in modo organico, da quello preventivo a quello sanitario».
Per Balduzzi «bisogna intervenire non sui singoli comportamenti, ma sulla mentalità, capendo che è indispensabile un cambio di marcia. Come Ministero abbiamo proposto uno schema di decreto interministeriale per il recupero dei fenomeni di ludopatia, con norme per definire un quadro ampio dei vari profili coinvolti in materia, dalle campagne informative agli interventi educativi a scuola, dalle linee di azione per il recupero per le Regioni al contrasto e al divieto delle forme di pubblicità sul gioco non conformi alle regole o ingannevoli, alla tutela dei minori».
«Le istituzioni locali - ha concluso il ministro - devono poi avere poteri difendibili in ambito giuridico per contrastare questa patologia, vietando determinate localizzazioni delle sale giochi in ambito urbano».