19 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Stasera alle 18 concerto per il settimo anno del Pontificato

Muti in Vaticano, Napolitano offre Vivaldi-Verdi al Papa

Il concerto - dalle 18 in aula Paolo VI, trasmesso da Centro televisivo vaticano, da Rai5 e fruibile anche in streaming grazie a Telecom Italia - eseguirà il Magnificat di Antonio Vivaldi, lo Stabat Mater e il Te Deum di Giuseppe Verdi

CITTÀ DEL VATICANO - Questa sera in Vaticano Riccardo Muti dirige l'orchestra e il coro del Teatro dell'Opera di Roma per un concerto offerto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Papa per la celebrazione del settimo anniversario di Pontificato. Il concerto - dalle 18 in aula Paolo VI, trasmesso da Centro televisivo vaticano, da Rai5 e fruibile anche in streaming grazie a Telecom Italia - eseguirà il Magnificat di Antonio Vivaldi, lo Stabat Mater e il Te Deum di Giuseppe Verdi.

Muti, in una recente intervista al giornale dei vescovi Avvenire, ha confessato l'emozione di dirigere «davanti a un Papa che è anche un raffinato musicista. Sono legato da un profondo affetto al Presidente della Repubblica e quando mi ha invitato a offrire questo concerto al Papa sono stato felicissimo», ha detto il maestro. «Tanto più che ammiro Ratzinger, fine teologo che ha la rara capacità di trasmettere i concetti più profondi in maniera assolutamente semplice così che le persone anche meno colte possano intendere i suoi messaggi». Muti ha peraltro raccontato di aver già diretto più volte davanti a Giovanni Paolo II («Uomo straordinario») e, nel 1965, davanti a Paolo VI: «Ero ancora allievo del Conservatorio di Milano e andai in Vaticano per dirigere orchestra e coro degli studenti - e tra le coriste c'era anche Cristina, che poi sarebbe diventata mia moglie, che allora studiava canto. Rimasi profondamente colpito dalla figura ieratica di Montini. Per il Papa, che era stato arcivescovo di Milano, scelsi pagine di Scarlatti e Vivaldi».

Il maestro non ha mancato di sottolineare con amarezza che i suoi appelli in difesa della cultura e della musica «in gran parte, purtroppo, restano inascoltati. Fino a quando andremo avanti con una televisione che continua a potenziare e a mandare in onda trasmissioni demenziali, anticulturali che non aiutano certamente la società a migliorare, i miei appelli e quelli dei mie colleghi resteranno gocce nel mare».