9 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Non si trova l'accordo

Corruzione, tensione nella maggioranza sul ddl

Dopo mesi di paziente mediazione politica del ministro Severino, settimane di tavoli tecnici e vertici, la maggioranza che sostiene il Governo Monti non riesce a partorire l'ombra di un accordo sul ddl anticorruzione. Udc-Idv: Ostruzionismo Pdl. Bongiorno: Fine non prevedibile

ROMA - Dopo mesi di paziente mediazione politica del ministro della Giustizia Paola Severino, settimane di tavoli tecnici e vertici, la maggioranza che sostiene il Governo Monti non riesce a partorire l'ombra di un accordo sul ddl anticorruzione. Nessun mistero, è tutto alla luce del sole: è più facile trovare un'intesa sulle tasse o i licenziamenti che sulle norme per contrastare la corruzione.

Polemico il PDL - Nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera il Governo ha dato i pareri sui subemendamenti all'emendamento Severino, che riassume le norme penali proposte dalla guardasigilli. Risultato? «Non ho mai visto un Governo che si rimette all'aula su un numero così ampio di emendamenti», commenta un gelido Enrico Costa del Pdl. Il suo partito ufficialmente non ha presentato subemendamenti sulla norma Severino, ma lo hanno fatto alcuni deputati-avvocati azzurri, in particolare sulla concussione. A partire da Francesco Paolo Sisto, che avverte: «Non è presentandosi al Paese con le corde pendenti dell'impiccagione che si adempie al dovere di essere buoni parlamentari».

Mantini (UDC): Ostruzionismo per salvare Berlusconi - Quanto basta per alimentare una polemica fra Pd e Pdl: «Avvertiamo il rischio - dice Andrea Orlando - che si cerchi di far saltare la data per la discussione in Aula del ddl anticorruzione o che si tenti, tenendo fermo quel termine, di difendere il vecchio testo di Alfano». Replica Jole Santelli (Pdl): «Non ho capito se la richiesta sia quella di far slittare la discussione in aula, nel caso il collega Orlando dovrebbe essere più esplicito». Pierluigi Mantini dell'Udc parla di «sostanziale ostruzionismo per salvare Berlusconi dal processo Ruby». «I presidenti delle commissioni non ammettano alcuna forma di ostruzionismo da parte del Pdl», è l'appello del dipietrista Federico Palomba.

Il leghista Raffaele Volpi allarga l'accusa all'Esecutivo: «Sia da parte del Governo che da parte dei partiti della maggioranza - sostiene - non c'è la volontà di andare avanti».
«Sono preoccupata su questo ddl - dice dal canto suo la finiana Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia - perché non è prevedibile nemmeno come uscirà dalla commissione», visto che «non esiste nessuna condivisione sul tema». In ogni caso il ddl andrà in aula il prossimo 28 maggio perché «non possiamo più chiedere al presidente della Camera un ulteriore rinvio».

Fini: Approvare in fretta la legge, è necessaria - La Camera dei Deputati deve dare «un segnale importante nella direzione del risanamento morale dell'Italia, importante al pari di quello economico» e «approvare sollecitamente la legge anticorruzione, che rappresenta una misura indilazionabile per rilanciare l'etica pubblica e per restituire la fiducia nelle istituzioni ai cittadini». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante il suo intervento a un convegno dedicato alla lotta alle mafie. «E' stato perso troppo troppo tempo e il nostro Paese - ha detto Fini - è uno dei pochi Paesi europei a non aver ancora ratificato la Convenzione di Strasburgo».

Bongiorno: Sono preoccupata, maggioranza troppo divisa - «La maggioranza attuale di governo proprio sul tema della giustizia ha posizioni diametralmente opposte» quindi «io sono preoccupata su questo ddl perché non è prevedibile nemmeno come uscirà dalla commissione». Lo ha detto il presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, a margine della seduta della commissione che sta esaminando il ddl anticorruzione.
Bongiorno ha comunque fatto sapere che il ddl andrà in aula il prossimo 28 maggio perché «non possiamo più chiedere al presidente della Camera un ulteriore rinvio salvo che lo chiedano i tre quarti della commissione, ma questo è impossibile. Quindi chiuderemo i lavori la settimana prossima e in Aula riferiremo sull'esito che tuttavia è assolutamente incerto».