Napolitano: La Politica deve rigenerarsi
Il montio del Presidente della Repubblica: Per superare la crisi ritrovare la fiducia in noi e dagli altri. Il cinema è un'industria in cui è decisivo il capitale umano e il nostro ne ha uno meraviglioso
ROMA - La politica «è in affanno» perciò tutti si devono impegnare per una sua «rigenerazione». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato ieri a sollecitare le forze politiche a reagire alla decadenza «culturale e morale» in cui versano. L'occasione per lanciare il nuovo monito è stata la presentazione dei candidati al David di Donatello, il premio cinematografico che da anni il capo dello Stato sostiene con una cerimonia al Quirinale. Anche i registi e i produttori cinematografici sentono il peso della crisi economica e lamentano una «scarsa attenzione» della politica nei loro confronti pure se in un'epoca di tagli drastici. Ma Napolitano li ha rassicurati: «E' un'industria in cui è decisivo il capitale umano e il nostro cinema ne ha uno meraviglioso».
Napolitano non nasconde le difficoltà: «Stiamo vivendo tempi difficili, lo sanno tutti, ed è perfino complicato fare l'elenco di tutte le aggettivazioni che si possono usare per definire le varie dimensioni, le varie cause, i vari aspetti di questa crisi. Ma diciamolo pure: la politica è in affanno, e le nostre società sono in affanno in tutta Europa». Perciò «dobbiamo cercare un rilancio per l'Italia, e penso che questo rilancio, per quel che riguarda le prospettive di sviluppo del paese, passi attraverso la valorizzazione della cultura». Il capo dello Stato però ha voluto mandare un messaggio di speranza e indicare una via d'uscita: «Per uscire dalla crisi abbiamo bisogno di recuperare fiducia in noi stessi e di recuperare la fiducia degli altri», e per questo ha richiamato chi ha responsabilità pubbliche ad agire: «Credo che questo sia anche il compito in cui, in questa fase politica così complicata, così singolare, fuori dagli schemi, ci si debba impegnare da molte parti, da parte del governo, da parte di varie formazioni politiche, sempre cercando e io mi auguro, trovando, le vie di una rigenerazione della politica di cui abbiamo assoluto bisogno».
Una rigenerazione che passa anche attraverso quell'autoriforma dei partiti sollecitata da tutte le istituzioni ma che stenta a prendere forma. Il Parlamento ieri ha rinviato l'esame della legge sui rimborsi elettorali a dopo le elezioni amministrative. Il rinvio, assicurano le forze politiche di maggioranza, è dettato solo da questioni di approfondimento della materia, in particolare sull'entità dei tagli, argomento che era stato oggetto di forti critiche dell'opinione pubblica per come era stato affrontato nella prima proposta presentata dai leader di Pd, Pdl e Udc, la cosiddetta proposta ABC, dunque il rinvio potrebbe portare ad una riforma migliore di quella da cui si era partiti. Ma il dato non può non preoccupare ed è il presidente del Senato, Renato Schifani, a dare voce ai timori: «Se i partiti si faranno precedere da Amato (incaricato dal governo ad approfondire il tema della riforma dei partiti, ndr), avremmo assistito definitivamente alla perdita di credibilità dei partiti nel nostro paese».