2 aprile 2020
Aggiornato 06:00
I partiti e le riforme

Legge elettorale, bozza al setaccio. Conclave di 50 Parlamentari ex AN

L'ala La Russa-Gasparri riunisce cento dirigenti. Tanti i dubbi espressi da alcuni dei parlamentari presenti rispetto a un sistema che rimette in discussione la «conquista» bipolare e lascia comunque alle segreterie dei partiti ampi margini di scelta della classe parlamentare

ROMA - Una riunione periodica, forse stavolta più sentita perché è l'intero mondo ex An ad essere in fermento. A incontrarsi, ieri pomeriggio presso la biblioteca Spadolini, in piazza della Minerva, sono stati un centinaio tra parlamentari, sindaci, consiglieri regionali dell'ala che fa capo a Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. Presenti almeno una quarantina tra deputati e senatori, fra i quali il vicecapogruppo alla Camera Massimo Corsaro, l'ex ministro Giorgia Meloni, Fabio Rampelli, il governatore calabrese Giuseppe Scopelliti, altri sindaci e alcuni consiglieri regionali. Nel mirino di molti dei presenti, riferiscono diverse fonti che hanno partecipato alla riunione, alcuni aspetti «critici» del modello elettorale ipotizzato dopo gli incontri tra i segretari di maggioranza.

Tanti i dubbi - Tanti, riferiscono, i dubbi espressi da alcuni dei parlamentari presenti rispetto a un sistema che rimette in discussione la «conquista» bipolare e lascia comunque alle segreterie dei partiti ampi margini di scelta della classe parlamentare, grazie al combinato disposto dell'uninominale e del proporzionale così congegnato. In molti hanno anche rilevato come manchi un vincolo di coalizione rispetto al premier, espresso nel nuovo modello dal singolo partito. La Russa e Gasparri hanno molto ascoltato. D'altra parte, hanno spiegato, la ragione dell'incontro era proprio quella di fare il punto e registrare gli umori rispetto alle ipotesi emerse nelle ultime ore. L'attuale bozza, hanno sottolineato, è comunque in fieri e oggetto di una serrata trattativa.

Si complica la situazione interna al PDL - D'altra parte non è un mistero che la componente aennina - anche quella che fa capo ad Altero Matteoli - è in fibrillazione rispetto a una legge elettorale che non risponde ad alcuni dei capisaldi «d'area» e rischia di complicare la situazione interna al Pdl. Meglio sarebbe intervenire sul meccanismo del premio di maggioranza al Senato e, secondo alcuni degli interventi, con un meccanismo che restituisca pienamente la scelta dei parlamentari agli elettori, come le preferenze o le primarie.

La polemica con Galan - Questa comunità resterà insieme, ha promesso La Russa. Certo, all'area che fa capo all'ex ministro della Difesa e al capogruppo del Pdl al Senato non sono piaciute le parole di Giancarlo Galan - come forte è il malcontento per il varo di liste «Forza...» di ex FI - che ieri in un'intervista non le ha mandate a dire: ora gli ex An fuori dalle balle, rifondiamo Forza Italia, ha titolato il quotidiano. Non toglieremo il disturbo, resteremo parte integrante del Pdl, se ne vada chi non crede più nel progetto, è il messaggio invece emerso nella riunione di questo pomeriggio.

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