11 luglio 2020
Aggiornato 22:30
La tragedia della giovane donna morta a Barletta

Balduzzi: Morta a Barletta, usato sorbitolo industriale

Il Ministro della Salute: Episodio di gravità inaudita ma non c'è allarme sanitario. Le analisi e l'esame autoptico domani forniranno risultati più precisi

ROMA - La tragedia della giovane donna morta a Barletta durante un esame medico in uno studio privato è di «gravità inaudita»; è un caso di uso improprio di sorbitolo industriale, dunque non per uso medico. La vicenda non segnala alcun allarme sanitario generalizzato: lo sottolinea una nota del ministero della Salute.

Un episodio di gravità inaudita - Il ministro Renato Balduzzi, si legge nella nota, «ha seguito per l'intero pomeriggio la vicenda della giovane morta a Barletta ed è vicino ai familiari della vittima e delle altre persone coinvolte: «E' un episodio di gravità inaudita, ma secondo le nostre informazioni non è tale da suscitare allarme sanitario di nessun tipo». Il Ministero della Salute precisa che nel centro clinico sequestrato dai NAS è stato utilizzato sorbitolo industriale usato impropriamente in una soluzione per breath test che serve per diagnosticare il malassorbimento intestinale. Allo stato non risulta alcuna contaminazione, come erroneamente riferito da notizie di stampa. Si è trattato quindi di uso improprio di sorbitolo (Sorbidex diluito con acqua del rubinetto) non medico in un centro non autorizzato».
«Le analisi e l'esame autoptico domani forniranno risultati più precisi» prosegue la nota. «Il Pronto soccorso dell'Ospedale di Barletta ha provveduto immediatamente ad allertare il Centro antiveleni di Pavia, organo di consulenza tecnica del Ministero della Salute per la gestione della scorta nazionale di antidoti. In Pronto soccorso la prima paziente arrivata è stata subito trattata con blu di metilene con rapido miglioramento della sintomatologia. La seconda paziente ha subìto lo stesso trattamento clinico. La terza persona è deceduta sul posto per arresto cardiocircolatorio nonostante le manovre di rianimazione. Continuano le indagini sulla provenienza del prodotto usato».