5 giugno 2020
Aggiornato 12:30
Il PD alle prese con il caso Emiliano

Boccia: Assemblea del PD pugliese su 7 anni di Governo della Regione

Il Deputato pugliese dei Democratici: Il partito metta sul tavolo la mappa dei nominati. Nel Pd pugliese è in atto una resa dei conti. Intanto Blasi incontra Emiliano: Piena fiducia, importanti le sue scuse. Gasparri: Emiliano dimostra la degenerazione del sistema di potere del PD

ROMA - «Il Pd metta sul tavolo nomi e cognomi di tutti gli uomini indicati nelle istituzioni, aziende pubbliche, nelle corsie degli ospedali e nelle discariche. Cosi finalmente potremmo fare un'assemblea politica su questi sette anni di governo regionale in Puglia». Lo ha detto a Radio Radicale il deputato pugliese del Pd Francesco Boccia alla luce dello scandalo che hai coinvolto il sindaco di Bari, Michele Emiliano.
«Un uomo politico deve parlare con tutti gli imprenditori e i lavoratori - ha spiegato Boccia - io ho fatto dell'etica e della legalità le mie ragioni di impegno politico e rivendico il fatto che parlavo e parlo con tutti coloro con i quali devo confrontarmi per le ragioni del mio impegno. La differenza in chi fa politica e ha relazioni con imprese e lavoratori sta tra chi si fa dare la linea e chi dà una linea e dice anche tanti no. Quando fai il capo di dipartimento a Palazzo Chigi devi ascoltare imprese e associazioni datoriali. Poi la differenza è tra chi ha una contropartita e chi non solo non la ha, ma non consente a nessuno nemmeno di pensare che si possa avere, e questa è la ragione di vita del mio impegno politico. Io mi occupo di economia e finanza per lavoro, quello delle imprese è il mio mondo e le imprese che hanno migliaia di lavoratori vanno sempre ascoltate, alle imprese bisogna sempre dare le risposte anche se sono negative, ed è quello che ho fatto non solo in quella ma in tantissime altre vicende».

«Nel Pd pugliese è in atto una resa dei conti, in un partito che si è svenduto politicamente nel 2005 a Vendola, come hanno raccontato anche le inchieste giudiziarie che hanno toccato il Pd negli ultimi anni - ha denunciato il deputato pugliese -. Io sono stato volutamente sempre fuori dal governo regionale, non c'è una nomina o una indicazione fatta dal Pd che sia riconducibile a me, penso di essere l'unico uomo politico pugliese che ha combattuto la lottizzazione sulla sanità e sui rifiuti, chiedendo al partito di fare altrettanto sempre e comunque».
«Trovo gli attacchi ad Emiliano da parte di Nicola Latorre e del segretario Blasi, che chiedono moralità, beghe di corrente e sotto alcuni aspetti rappresentano quasi un ossimoro - ha ironizzato Boccia -. L'unica cosa seria di questa vicenda è che ci sono dei reati contestati al comune di Bari che possono essere solo vagliati dalla magistratura. Tutti coloro che pensano di fare politica utilizzando le cose dette da alcuni, millantante o meno nelle vari intercettazioni, sono semplicemente il risultato di un modello politico che non ha più alcuna speranza e io penso che questo sia il momento di dire con chiarezza che in Puglia va fatta un'assemblea straordinaria».
«Il segretario regionale anziché dare giudizi dovrebbe chiedersi dove ha sbagliato e chi ha sbagliato in questi anni e penso che prima di parlare di un codice etico, che è nel nostro statuto, bisognerebbe mettere in controluce la genesi di tutte le nomine degli uomini Pd presenti in regione perché indicati dal partito e le modalità di gestione delle aziende pubbliche, perché altrimenti facciamo filosofia. Sul resto penso che sia giusto che la magistratura si occupi di queste vicende e poi ognuno di noi risponde con la propria storia e il proprio operato, mai come in questo momento. Un uomo politico ha un unico patrimonio - ha concluso Boccia - la propria dignità e la propria credibilità».

Blasi incontra Emiliano: Piena fiducia, importanti le sue scuse - «Ho incontrato stamane Michele Emiliano. A lui ho manifestato il mio apprezzamento per le scuse fatte alla città e per aver riconosciuto che sul piano politico alcuni «rapporti stretti», come lui stesso li ha definiti, hanno prodotto errori e sottovalutazioni. Proprio in ragione di questa sua consapevolezza, mi sento di riconfermare la fiducia sull'onestà personale di Emiliano e il mio sostegno unito a quello di tutto il Pd per impedire che una vicenda, pur significativa, possa oscurare l'opera di modernizzazione e di cambiamento che ha fatto della città di Bari un positivo riferimento nel panorama delle città metropolitane d'Italia». Lo ha affermato il segretario pugliese del Pd Sergio Blasi.
«La prima azione che insieme siamo perciò chiamati a realizzare è quella di un rilancio della speranza e della fiducia che l'onda della Primavera pugliese generò nella vita pubblica. Ciò è possibile restituendo il valore dell'esperienza fin qui accumulata , per una nuova e più incisiva fase alla guida della Città, come lo stesso Michele ha opportunamente affermato», ha proseguito Blasi.

Gasparri: Emiliano dimostra la degenerazione del sistema di potere del PD - «E' inquietante l'intervista del segretario regionale del Pd della Puglia che attacca frontalmente il sindaco Emiliano, esponente di punta del suo stesso partito. Questa vicenda dimostra ancora una volta a che punto sia arrivata la faida interna del Pd». Lo ha dichiarato il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri.
«Del resto Emiliano ha girato per settimane televisioni e dibattiti proponendosi come il promotore di una lista civica nazionale che avrebbe portato rinnovamento e moralità nella politica. E si è visto qual è il suo tipo di rinnovamento. Non si tratta soltanto di un dibattito alimentare sulle cozze e sul pesce - ha aggiunto Gasparri - ma della degenerazione di un sistema di potere che ha visto liste strutturate da imprenditori che poi hanno ottenuto assessori in settori vitali. A tutto questo non è estraneo il Pd pugliese che, sia nella città di Bari che alla Regione Puglia, è stato protagonista di vicende che sono bene note e che hanno macchiato in maniera indelebile l'immagine del Pd. Ed in Puglia del resto deve ancora fornire esaurienti spiegazioni su vicende bancarie del passato che, dal Salento a Siena, videro esponenti legatissimi ai massimi esponenti di quel partito protagonisti di pagine ben note».

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