9 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
PD presenta proposta di legge

Gioco d'azzardo, Veltroni: Agire subito

Impedire la presenza delle mafie nelle società concessionarie dei giochi, disciplinare meglio le sale da gioco, inserire la ludopatia tra le malattie per le quali è previsto l'intervento della sanità pubblica in tutte le regioni. Li Gotti (Idv): Monti garantisca su nostri ddl

ROMA - Impedire la presenza delle mafie nelle società concessionarie dei giochi, disciplinare meglio le sale da gioco, inserire la ludopatia tra le malattie per le quali è previsto l'intervento della sanità pubblica in tutte le regioni. Sono alcuni degli obiettivi della proposta di legge sul gioco d'azzardo, presentata dal gruppo del Pd al Senato. Il testo, presentato oggi alla stampa alla Camera, si propone anche di consentire ai sindaci di vietare l'apertura delle sale gioco in luoghi sensibili, vieta la pubblicità dell'azzardo, impedisce l'accesso al gioco da parte dei minorenni.

Il gioco d'azzardo è un fenomeno «in crescita e insidioso», sottolinea in una nota Walter Veltroni, componente Democratico della commissione antimafia. «I guadagni crescenti registrati da questo settore, circa 62 miliardi per il solo 2010, restituiscono una piccola istantanea della crisi attraversata dal nostro paese» perchè «la difficoltà sociale, la perdita del lavoro» spingono sempre più persone a sperare «in un'uscita fortuita dall'indigenza» e «l'enorme massa di denaro mobilitata dalle scommesse, sottratta a consumi ordinari o addirittura di prima necessità, finisce per costituire una liquidità che, se immessa nell'economia illegale, rafforza la criminalità organizzata e sfavorisce ancora di più chi opera, faticosamente, nel rispetto della legge».«L'urgenza di questo disegno di legge organico è dettata anche dallo svuotamento sostanziale degli oneri a vantaggio dello Stato», aggiunge Veltroni.
«E' provato - ha detto ancora Veltroni - che le nuove forme di scommessa incoraggiate dagli operatori del settore sono sempre più quelle a basso carico fiscale, per esempio i gratta e vinci, su cui i gestori pagano circa il 4 per cento di tasse, a discapito del lotto o di altre forme di giocate, dove l'imposizione può arrivare fino al 50 per cento».
Centrali nella proposta presentata dal Pd sono «il divieto di pubblicità ingannevole», sottolinea Veltroni e «meccanismi per garantire la tracciabilità del denaro immesso nel circuito delle scommesse, come l'obbligo di conti dedicati per i titolari delle licenze» per «controllare meglio la liquidità mobilitata». E poi «l'abbassamento della soglia sopra la quale identificare i giocatori» che nel testo del Pd «passa da 2000 a 100 euro per le somme puntate presso le case da gioco e da 1000 a 500 euro per le puntate online».

Li Gotti (Idv): Monti garantisca su nostri ddl - «Da tempo l'Italia dei Valori porta avanti la sua battaglia contro la ludopatia e gli interessi della criminalità organizzata. Il gioco d'azzardo, oltre ad essere una piaga sociale, rappresenta una delle maggiori fonti di guadagno delle mafie ed è necessario fornire subito delle risposte concrete». Lo afferma il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo Idv in Commissione Antimafia.
«Da parte del Governo c'è stato il riconoscimento del lavoro svolto a livello parlamentare, sia in Commissione antimafia che in Aula - continua - Il Senato ha già dichiarato con voto unanime l'urgenza dei ddl IdV per mettere sotto controllo il settore e ci aspettiamo che il Governo mantenga gli impegni assunti».
«Con l'inserimento della ludopatia nei Livelli Essenziali di Assistenza, annunciato dal Ministro Balduzzi, ci si renderà conto che le entrate dello Stato dal gioco non saranno sufficienti a curare i disastri alla salute che questo provoca - prosegue - Ho chiesto l'audizione in Commissione Antimafia del Ministro dell'Economia e l'Ufficio di presidenza ha già disposto che verrà sentito. E' necessario - conclude - dare garanzie sulle iniziative che il Governo intende assumere per bloccare una preoccupante deriva che fa dell'Italia una grande Las Vegas, a danno dei cittadini e a beneficio delle attività criminali».