11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00
Commissariamento sì, commissariamento no

Bersani vs Alfano, è scontro sul commissariamento della RAI

I partiti continuano a dividersi sul dossier Rai e su un'eventuale riforma della governance. Il Pdl si attesta sulla linea della continuità, contrario a interventi dell'esecutivo. Il Terzo polo e il Pd, invece, invocano il commissariamento. In attesa delle decisioni di Monti

ROMA - Commissariamento sì, commissariamento no. Mentre governo e sindacati si preparano al rush finale sulla riforma del mercato del lavoro, i partiti continuano a dividersi sul dossier Rai e su un'eventuale riforma della governance. Il Pdl si attesta sulla linea della continuità, contrario a interventi dell'esecutivo. Il Terzo polo e il Pd, invece, invocano il commissariamento. In attesa delle decisioni di Monti.

Pdl ai partiti: Giù le mani - Il Pdl è contro le scelte dei partiti che vogliono dare battaglia per mettere le mani su viale Mazzini, sostiene il segretario del Pdl Angelino Alfano: «Vi è una legge vigente e noi siamo contro le scelte dei partiti che potrebbero fare una battaglia legislativa con il solo fine di mettere le mani sulla Rai». Rincara la dose Altero Matteoli: «La tv di Stato è regolata da una legge e noi chiediamo di applicarla, peraltro non ci sono gli estremi per un commissariamento. Se poi il Parlamento decidesse di modificare la legge Gasparri vedremo, intanto va applicata l'attuale normativa». E chiude il cerchio Fabrizio Cicchitto: «A proposito della Rai ieri ed oggi leggiamo cose aberranti. Adesso c'è addirittura chi propone un decreto che azzeri e distrugga la legge Gasparri». Proprio Gasparri punta il dito contro «l'ossessione» del Pd: «occupare poltrone in Rai».

Pronta la replica del Pd. Pier Luigi Bersani avverte: il governo deve intervenire sulla governance della Rai, o disporre il commissariamento di viale Mazzini, altrimenti il Pd non parteciperà all'individuazione dei componenti del nuovo Cda. «C'è un limite a tutto. Sentirsi dire da Alfano che vogliamo mettere le mani sulla Rai è davvero scandaloso. Da mesi stiamo dicendo: la Rai è un'azienda che ha il diritto di non avere le mani legate davanti alla sfida della concorrenza. I partiti escano dunque dalla Rai. Se non sarà così, noi ne usciremo comunque. Questo stiamo dicendo, da tempo, e a chiare lettere». Il segretario democratico chiede una «nuova governance» e sottolinea: «Siamo disponibili a un eventuale commissariamento per la transizione» e se «il governo non prenderà una iniziativa e riterrà che tutto debba cambiare fuorché la Rai, Pdl e Lega si accomodino pure. Noi comunque non parteciperemo». Sulla linea dei democratici anche l'Idv che sollecita una riforma del servizio pubblico. E' Antonio Di Pietro a chiedere un intervento per «ridare dignità» a viale Mazzini.