30 ottobre 2020
Aggiornato 02:30
Convention di Futuro e Libertà

Fini invita Montezemolo: Insieme per la Costituente

Il leader di FLI: Questa stagione costituente non ha un perimetro delimitato, il cantiere chiamerà al lavoro tutti coloro che vorranno lavorare, dice cose simili alle nostre. Retrogrado chiedersi di chi sarà la leadership. Non chiamiamoci partito, ma movimento futurista

PIETRASANTA - Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha invitato ufficialmente la Fondazione ItaliaFutura di Luca Cordero di Montezemolo a partecipare alla Costituente per la nuova aggregazione politica.
«Questa stagione costituente non ha un perimetro delimitato, il cantiere chiamerà al lavoro tutti coloro che vorranno lavorare. Ho visto che una Fondazione, presieduta da un personaggio a volte contestato a priori, ItaliaFutura di Montezemolo, ha detto che occorre lavorare per un patto liberale per le riforme. Mi sembra - ha detto Fini parlando alla convention di Fli a Pietrasanta - un progetto tutto da verificare, ma non mi sembra molto diverso da quello che ieri ho indicato, con l'obiettivo di modernizzare la Repubblica. Ci confronteremo e ci vedremo».

Retrogrado chiedersi di chi sarà la leadership - «E' retrogrado chiedersi all'interno della nuova stagione quale saranno le leadership. Amici miei, chi ha più filo da tessere, tesse».
«Se vogliamo pensare al futuro dell'Italia evitiamo di dar vita a logiche che al di là delle volontà limiterebbero la possibilità di dialogare con la società», per questo va bene l'organizzazione, ma è meglio essere movimento che partito: «Fli manteniamolo così come è nato, basato sull'entusiasmo. Dobbiamo modernizzare la Repubblica, dobbiamo spingerci in avanti, consapevoli che l'identità non è un museo».
Per dar vita alla «stagione del patriottismo repubblicano», non bisogna cadere nella trappola dei partiti: «Il vizio dei partiti è quello di considerare se stessi migliori degli altri», mentre Fli deve essere «coprotagonista» per il nuovo Polo, senza sentirsi migliore o peggiore degli altri.
Poi l'ultimo appello: «Dobbiamo organizzare un progetto, non difendere un'ideologia, questa è la ragion d'essere di Fli. La politica non è la ripetizione un po' stanca di vecchie logiche ideologiche. Possiamo giocare la nostra partita, abbiamo un grande raggio d'azione».

Non chiamiamoci partito, ma movimento futurista - «Cercate di far rimanere» Fli «così com'è nato. Per favore, non chiamatelo partito: certo, serve l'organizzazione, ma troppe volte i partiti finiscono per essere nomenclatura. Lo spirito deve essere quello di un grande movimento, che cerchi di essere futurismo dei tempi moderni».

Sul lavoro spero che il Parlamento sia messo in condizione di discutere - «Mi auguro» che sul mercato del lavoro il «Parlamento sia messo in condizione di discutere liberamente, poi le forze politiche si assumeranno la responsabilità di dire sì o no. Il problema della flessibilità in entrata è un dibattito importante come quella in uscita e come il dibattito sull'articolo 18».
«Una riforma condivisa al cento per cento rischia di non vedere mai la luce. Il governo sta facendo un buon lavoro e chiede a ciascuno di fare la stessa cosa», ha concluso.

Non ci sciogliamo, ma vi chiedo di rischiare - La costituente del nascente polo nazionale «non è l'atto terminale del percorso di Fli, Fli ci sarà ancora e non c'è alcun rischio di scioglimento. Ma serve un forte movimentismo in quest'area da costruire».
«Dobbiamo rischiare, navigare in mare aperto, dobbiamo essere co-protagonisti della nuova fase del patriottismo repubblicano».

Ora il polo della nazione in nome del patriottismo repubblicano - Con la costituente che si aprirà dopo le amministrative per dar vita al «patto repubblicano» «dobbiamo avviare la stagione del patriottismo repubblicano, dobbiamo sentirci co-protagonisti della fase costituente, per dar vita a un polo per la nazione, a un patto per l'Italia o della nazione».