26 maggio 2020
Aggiornato 05:30
Dibattito promosso dalla fondazione Italinieuropei

Corruzione, Vietti: Aumentare i tempi della prescrizione e più sanzioni

Il vicepresidente del CSM: Pensare anche alle modifiche al falso di bilancio. D'Alema: Tema a pieno titolo nell'agenda del governo Monti. Patroni Griffi: Avanti con il ddl, è una priorità del nostro Esecutivo. Casini: Serve una legge al più presto

ROMA - Inasprire le pene previste contro la corruzione, «sia nel minimo che nel massimo», con l'effetto anche di aumentare i tempi di prescrizione, e soprattutto lavorare sulle sanzioni accessorie, modificando «la disciplina delle incompatibilità e dell'inagibilità» con l'obiettivo di «mettere fuori dal circuito chi è stato preso con le mani nella marmellata». E' il parere del vicepresidente del Csm, Michele Vietti, intervenuto oggi ad un dibattito sulla lotta alla corruzione promosso dalla fondazione Italinieuropei che al fenomeno ha dedicato un'ampia sezione dell'ultimo numero.
Inoltre, ha aggiunto Vietti, «si può anche pensare a qualche correzione della disciplina del falso in bilancio che, non di rado, costituisce lo strumento di precostituzione di disponibilità economiche funzionali anche ad iniziative corruttive».

La corruzione mina la fiducia dei mercati - Che il contrasto al fenomeno meriti tutta l'attenzione necessaria il numero due di palazzo dei Marescialli lo ha ribadito anche oggi: «La corruzione mina la fiducia nei mercati e la competitività e comporta costi per la collettività, destabilizzando il sistema delle regole e violando valori come l'uguaglianza e la trasparenza». La corruzione, fenomeno «ancora grave e di estrema attualità», che va affrontato soprattutto «con discipline amministrative orientate alla prevenzione»: a suo parere, infatti, «il sistema delle sanzioni penali non sembra il più adatto per contrastare questo macrofenomeno di criminalità diffusa, che deve prima essere scoraggiato e poi punito». Ben venga, ha rilevato Vietti, introdurre garanzia di «impunità e segretezza per quei dipendenti che dall'interno denunciano i colleghi corrotti».
Il vicepresidente del Csm ha detto di avere dubbi sull'eliminazione del reato di concussione, e si è soffermato sulla previsione, che da tempo si è affermata all'estero, del reato di corruzione tra privati: «Tale consapevolezza da noi fa fatica ad affermarsi - ha osservato Vietti - forse passi in avanti in senso culturale sono stati fatti, ma non legislativi. Ora se ne discute grazie alla sensibilità mostrata dal Guardasigilli Severino, vedremo quale seguito avrà tutto questo».

D'Alema: A pieno titolo nell'agenda del governo Monti - Il contrasto alla corruzione è tema «a pieno titolo» nell'agenda del governo Monti, visto l'impatto economico del fenomeno sul risanamento finanziario e sulla crescita. E' la convinzione di Massimo D'Alema, che alla corruzione ha dedicato una corposa sezione dell'ultimo numero di Italianieuropei, la rivista della sua fondazione.
Numero presentato in un dibattito con il vicepresidente del Csm Michele Vietti e il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi, durante il quale il presidente del Copasir ha replicato a chi dal Pdl - Angelino Alfano per primo - vorrebbe limitare il campo di azione dell'esecutivo, escludendo proprio il tema della giustizia e degli interventi normativi di contrasto alla corruzione. In realtà, ragiona D'Alema, la lotta alla corruzione «ha molto a che vedere con il risanamento e i temi economici del Paese», visto che il fenomeno «è una delle facce del sistema economico illegale che è freno al risanamento, che è origine della distorsione nel prelievo fiscale, che ostacola la stessa ripresa economica e che frena gli investimenti».
Insomma, «rientra pienamente nell'emergenza economico-finanziaria che è la ragion d'essere di questo governo». Certo, «su questo i partiti 'litigano', ma tra i due litiganti uno ha ragione e l'altro ha torto».

Patroni Griffi: Avanti con il ddl, è una priorità del Governo - Il ddl anticorruzione è una priorità per il governo. Lo ha sottolineato il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, intervenuto alla presentazione del numero della rivista «Italianieuropei» dedicato proprio alla corruzione. «Contrastare la corruzione in via preventiva è un impegno prioritario, porteremo questo tema all'attenzione della Camera con il disegno di legge».
La corruzione, ha aggiunto Patroni Griffi, è «un problema etico e culturale, i suoi costi sono economici e molto difficili da stimare e traggono origine da disfunzioni nella Pubblica Amministrazione e da complicazioni burocratiche». «Ogni volta che si verifica un episodio corruttivo - ha detto - deve scattare un'azione repressiva, ma i costi economici e di etica si sono a quel punto già verificati ed è difficile recuperarli». Dunque, ha concluso il ministro, bisogna «fare scattare misure per la prevenzione», ad esempio, la rotazione dei dirigenti, con una serie di «proposte, individuando le aree e i procedimenti a rischio».

Casini: Serve una legge al più presto - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha auspicato l'approvazione «al più presto» di una legge contro la corruzione che sia scritta «in modo chiaro, con norme penali, e non rimandare tutto alle calende greche».

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