6 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Il naufragio della Costa Concordia

Naufragio Giglio, a Grosseto maxi-udienza con 500 persone

Incidente probatorio su scatola nera nave Costa Concordia naufragata al largo dell'isola del Giglio lo scorso 13 gennaio. Rinvenuto pc, potrebbe essere del Comandante Schettino

GROSSETO - Si attendono oltre 500 persone, domani, a Grosseto, in occasione della prima maxi-udienza dell'incidente probatorio sulla »scatola nera» della nave Costa Concordia, naufragata al largo dell'isola del Giglio lo scorso 13 gennaio.

L'appuntamento è per le 9,30 al Teatro Moderno dove si inizierà con l'identificazione delle parti ammesse a partecipare all'udienza. Ma già si prevedono tempi molto lunghi considerato solo il lungo appello delle 4.229 persone a bordo della Costa Concordia, tra passeggeri e membri dell'equipaggio, tutti parti offese, oltre ai periti, consulenti, magistrati e avvocati sia di parte civile che dei 9 indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Grosseto. L'udienza non è pubblica e sono previsti, inoltre, rigidi controlli, anche per evitare che siano introdotti, all'interno del teatro, apparecchi elettronici per fotografie e registrazioni audio-video.
La richiesta dell'incidente probatorio è stata avanzata dal procuratore capo Francesco Verusio al gip Valeria Montesarchio per acquisire, leggere e analizzare le registrazioni della scatola nera che però saranno ascoltate solo in udienze successive. In particolare, la Procura di Grosseto chiederà al collegio di periti di ricostruire i tempi del disastro del Giglio, di stabilire in quanto tempo il comandante Francesco Schettino si rese conto che la Costa Concordia era fuori controllo; se, e quando, Schettino dette l'allarme generale e, poi, l'ordine di abbandono per i passeggeri e per l'equipaggio. Domani, però, non si ascolterà alcuna registrazione, ma si procederà solo «ad atti processuali di tipo preliminari ed in particolare - ha fatto sapere la Prefettura - al conferimento degli incarichi per le perizie».

Quattro i periti già nominati dal gip e altrettanti dalla procura di Grosseto che ha affidato l'incidente probatorio a un collegio formato dall'ammiraglio di divisione Giuseppe Cavo Dragone, comandante dell'Accademia Navale di Livorno, dal contrammiraglio Francesco Carpinteri del Corpo delle Capitanerie di Porto, dal professor Enzo Dalle Mese, professore ordinario alla Facoltà di Ingegneria Informatica presso l'Università di Pisa e dal professor Mario Maestro, professore ordinario alla Facoltà di Ingegneria Navale presso I'Università di Trieste.
L'ex comandante Francesco Schettino, a quanto riferito dal suo difensore Bruno Leporatti, però, non sarà presente all'udienza «Mi preoccuperei per la sua sicurezza» ha spiegato il legale.

Rinvenuto pc, potrebbe essere del Comandante Schettino - La polizia postale sta facendo accertamenti su un computer portatile ritrovato nelle scorse settimane a Grosseto da un'operatrice ecologica. Gli inquirenti ritengono possa essere quello che aveva l'ex comandante Francesco Schettino a bordo della nave e che la hostess moldava Domnika Cermotan gli portò prima che la Costa Concordia affondasse. Il computer portatile è stato ritrovato a Grosseto, di fronte alla fattoria «Razza del casalone» da un'operatrice ecologica che ha chiamato la polizia. «La donna ci mostrava una borsa multicolore rossa e violaceo recante la scritta Camaieu del tutto identica a quella che il comandante della nave Concordia teneva in mano nelle numerose fotografie in cui è ritratto - scrive la polizia postale - per questo motivo prendevamo in consegna la borsa».
Il pc ritrovato, però, non è integro. «Da una prima verifica del contenuto - prosegue il verbale di rinvenimento della polizia - notavamo che c'erano numerosi componenti che facevano parte di un computer portatile, mancante di numerosi pezzi». La polizia elenca ogni pezzo minuziosamente repertato, «compreso un microprocessore». Gli inquirenti stanno cercando di capire se da quegli elementi si possa risalire al proprietario del computer.