20 giugno 2019
Aggiornato 09:30
L'ex Ministro dell'Economia a Raitre su «Agorà»

Tremonti: Banche e BCE hanno adottato la «tecnica Sindona»

Lettera BCE? E' stata solo folklore. Si dice che l'abbiano chiesta dal nostro Governo, ma è robetta. Dal Governo tre fiducie «costituzionalmente strampalate». La vera partita è sulla crescita è sull'articolo 18

ROMA - «Robetta, folklore». L'ex ministro Pdl dell'Economia Giulio Tremonti definisce così oggi la lettera della Bce all'Italia dell'estate scorsa che sarebbe stata concordata con lo stesso premier Silvio Berlusconi e che è costata agli italiani due manovre da «lacrime e sangue», per dirla con le parole dei governanti di allora.
«La lettera della Bce - ha detto Tremonti, ospite stamani a Raitre su Agorà - non l'ho chiesta io, si dice che l'abbia chiesta qualcuno del governo ma quella è robetta e folklore . La guerra dei conti pubblici comincia quando viene degradato il debito americano. In quel momento io decretavo ancora più prudenza mentre qualcun altro diceva che ci voleva coraggio. Il fatto è che la finanza in questo momento sta distruggendo gli stati e sta eliminando la democrazia».

Banche UE e BCE hanno adottato la «tecnica Sindona» - «In questo momento la Bce dà soldi gratis come avvenne con il decreto Sindona all'epoca del salvataggio delle banche italiane. La «tecnica Sindona» è attualmente usata in Europa. Una banca prende i soldi all'1% e li impiega a un tasso molto più alto». Lo ha affermato l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ricordando di essere stato dimesso dal governo Berlusconi nel 2004 per aver «detto cose contro le banche e in particolare contro la Banca D'Italia».
Ospite su Raitre ad Agorà, Tremonti si è levato diversi sassolini dalle scarpe sia rispetto le agenzie di rating che i suoi critici di ieri e di oggi. «Sulle agenzie di rating Monti quando era professore - ha ricordato ad esempio Tremonti - parlava dell'arbitro, quando è andato al Governo e l'hanno degradato ha detto che non contano e sbagliano. Mi sembrano due posizioni molto differenti».
E ancora. «L'accusa sui tagli lineari è stata una delle accuse più ingiuste mai fatte. I soldi recuperati sono stati dati agli ammortizzatori sociali e il fatto che le forze sociali ora lo riconoscano è ragione di qualche soddisfazione. Del resto i ministri potevano fare tagli selettivi, ma solo Maroni ne è stato capace».

Dal Governo tre fiducie «costituzionalmente strampalate» - L'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha invitato a riflettere sulla singolarità delle tre fiducie poste in Parlamento dal governo Monti sulla conversione in legge del decreto milleproroghe, di cui è atteso oggi il via libera definitivo da Montecitorio.
«Sul decreto milleproroghe il governo Monti ha messo tre fiducie. C'è qualcosa di costituzionalmente strampalato».

La vera partita è sulla crescita è sull'articolo 18 - «La partita vera può essere sul lavoro e sull'art. 18, lo chiedono l'Ocse e i mercati finanziari per l'estero è importante perché se non fai quello è un problema». Lo ha sostenuto l'ex ministro Pdl dell'Economia Giulio Tremonti, convinto che l'iter parlamentare di conversione del decreto «salva Italia» ne abbia ridotto notevolmente la portata, spostando sulla riforma del mercato del lavoro la partita del governo Monti sulla possibilità di ripresa economica.
«Se si pensa che il Pil cresca grazie a questo decreto sviluppo si fanno solo esercizi teorici. Se si è fatto un giro sui taxi e si è tornati come era prima. C'è stato un passo indietro su tutto. E non credo che l'Italia diventi più ricca se ha 500 notai in più. Quanto alle semplificazioni il cittadino è ridotto come Renzo Tramaglino nei Promessi Sposi mentre la riforma delle professioni sembra «La patente» di Pirandello. Il nostro problema è la lentezza burocratica. Questo paese deve per 3 anni modificare la Costituzione e dovrebbe dire: tutto è libero tranne quello che è vietato dal codice penale».