UE: Monti, i capi di governo mettano la faccia sulla crescita
Il Premier lo ribadisce ancora una volta: «Se un Paese si spreme ma non cresce, gli andamenti dell'economia reale renderebbero non sostenibile il risanamento». E la Merkel da Davos ribadisce: Non prendiamo impegni impossibili
ROMA - Il tema della crescita sarà «davvero al centro» del Consiglio europeo di lunedì, con l'auspicio che i capi di Stato e di governo «ci mettano la faccia». Ne è certo il presidente del Consiglio Mario Monti, che parlando alla Camera sulle mozioni in materia di politiche Ue ha spiegato: «Se si riesce a chiudere questa lunga discussione sul fiscal compact, e la attenzione dei capi di Stato e di governo potrà concentrarsi davvero sulla crescita mettendoci la faccia, questo dovrebbe determinare un impegno concreto sul fronte della crescita».
Del resto, che la crescita sia fondamentale per rendere sostenibile il rigore, Monti lo ribadisce ancora una volta: «Se un Paese si spreme ma non cresce, gli andamenti dell'economia reale renderebbero non sostenibile il risanamento».
Merkel a Davos: Non prendiamo impegni impossibili - E mentre Monti parlava a Roma, da Davos si esprimeva sul tema del futuro europeo anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel. La Germania ha già dimostrato la sua determinazione nel giocare un ruolo chiave nel combattere la crisi dell'Eurozona ma non può assumersi impegni che non può mantenere ha detto nel suo discorso d'apertura al Forum economico mondiale, sottolineando che Berlino è pronta a prove di solidarietà e a difendere l'euro.
Secondo il Cancelliere le risorse attualmente a disposizione dell'Europa per far fronte alla crisi sono sufficienti: l'attuale Fondo di Stabilità Europeo (Efsf) dispone di 250 miliardi di euro e il suo successore, il Meccanismo Europeo di Stabilità (Esm), in funzione dal prossimo luglio, avrà una capacità di finanziamento pari a 500 miliardi di euro: «C'è chi dice che non è sufficiente, alcuni dicono che bisogna raddoppiarlo, altri triplicarlo, perchè solo allora si avrà la prova della vostra solidarietà - ha detto oggi Merkel - ma mi chiedo se sia ancora credibile».
In una intervista a vari quotidiani europei, Merkel ha anche evocato la visone di una «Unione politica europea»: «Passo dopo passo, dobbiamo avvicinarci in ogni settore politico. Ci accorgiamo infatti sempre più che ogni tema affrontato ai nostri confini interessa anche noi e viceversa. L'Europa è politica interna».
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