12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
La mozione sull'Europa ha visto uniti Pdl, Pd e Terzo Polo

UE, ok alla mozione della maggioranza «strana». Monti: Governo più forte

«E' bene che ci sia stata una larghissima condivisione» ha detto nel suo intervento il segretario Pd, Pier Luigi Bersani. «Finalmente l'Italia è unita in Europa» ha sottolineato il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini

ROMA - La Lega fa quello che può. E, almeno al Senato, dà vita all'unico fuori programma del giorno, presentando 19 risoluzioni che, di fatto, causano un allungamento dei tempi dell'esame. Per il resto, quello che va in scena tra l'Aula di palazzo Madama e Montecitorio, è un film dall'esito scontato, con una regia abbondantemente preparata. Camera e Senato hanno infatti dato il via libera a una mozione sull'Europa che ha visto uniti Pdl, Pd e Terzo Polo. Ossia i tre partiti che sostengono Monti e che, con questo documento, puntano a dare un forte sostegno all'azione dell'Esecutivo a Bruxelles. Tutto normale se non fosse che, con la sola parentesi della risoluzione sulla relazione dello stato della giustizia, questo è il primo vero atto parlamentare unitario della «strana» maggioranza che sostiene lo «strano» governo Monti.

Casini: Finalmente l'Italia è unita in Europa - «E' bene che ci sia stata una larghissima condivisione» ha detto nel suo intervento in Aula il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. «Finalmente l'Italia è unita in Europa» ha sottolineato il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Ma non c'è da stupirsi se, per esempio, il segretario del Pdl Angelino Alfano, pur nel rivendicare l'importanza di aver vestito tutti insieme «la maglia della Nazionale» perché gli interessi dell'Italia vengono «prima di tutto», fa anche capire che non di grossa coalizione si tratta ma di un'unità dovuta a un caso particolare e a un tema fondamentale, come è quello del ruolo - e dunque del futuro - dell'Italia in Europa.

Napolitano: Passo importante - Al di là delle sfumature e dei distinguo, tuttavia, il varo di una mozione sostenuta - e firmata - da un arco così vasto di partiti è un dato di fatto. Ne gioisce il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che parla di «risultato importante». E non può che esserne soddisfatto il premier, Mario Monti, anche in vista del Consiglio europeo di lunedì prossimo. «Oggi è stato fatto un passo avanti che rende il governo più forte» ha detto il premier. Che, d'altra parte, anche nel suo discorso davanti a senatori e deputati ci aveva tenuto a esordire sottolineando l'importanza di poter «contare sull'indirizzo delle forze politiche in un momento di scelte decisive per la governance e il futuro dell'Europa». Così come ha valorizzato quello che ha definito il «salto» da un dialogo «ex post» a uno «ex ante». Oltre alla mozione, che sostanzialmente chiede un ruolo più forte per la Bce e di dare più spazio allo sviluppo, sono stati approvati anche i documenti di altre forze politiche (come Radicali e Idv), oltre, in Senato, a un emendamento della Lega sulle radici giudaico-cristiane dell'Europa.