12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
La crisi del debito in Europa

Crisi: l'ottimismo di Monti, prende forma una via d'uscita

Il Presidente del Consiglio parla per oltre mezz'ora in Senato, e mostra un cauto ottimismo sulla soluzione della crisi finanziaria: «Negoziato verso un accordo. Senza riforme UE sacrifici inutili

ROMA - Il negoziato sul nuovo trattato europeo si avvia «speditamente» ad un soluzione positiva, l'Italia «non è più vista come una mina» innescata nel cuore dell'Eurozona, la Germania e altri Paesi si stanno avviando verso posizioni «meno inflessibili», e dunque «i contorni di una possibile via d'uscita da questa grave crisi cominciano a prendere forma, i tasselli del mosaico cominciano ad andare al loro posto». Mario Monti parla per oltre mezz'ora in Senato, e mostra un cauto ottimismo sulla soluzione della crisi finanziaria. Che dipende, ribadisce ancora una volta, dalle riforme che possono adottare i singoli Stati, e per le quali «l'Italia è esempio in Europa», ma anche dalle «scelte conseguenti a livello europeo» senza le quali «il risanamento e le riforme nazionali non potranno avere successo e rischiano di fallire», e con loro i sacrifici chiesti agli italiani.

Certo, il cammino sarà ancora «lento e graduale», dovrà passare necessariamente per il potenziamento dei firewalls a cominciare da «risorse adeguate» per il fondo salva-Stati, ma è evidente la soddisfazione e l'orgoglio del presidente del Consiglio seppur «con modestia personale e del governo», per il ruolo attivo giocato dall'Italia nella partita. Ruolo che Monti riconosce in pieno anche al Parlamento, che «insieme al governo» ha intensificato un'opera che consente all'eurozona di vedere nell'Italia coloro che intellettualmente e politicamente possono favorire una soluzione della crisi». E non appunto una «mina» pronta ad esplodere. Un sostegno e un indirizzo, quello delle Camere, che Monti ribadisce più volte essere fondamentale per la credibilità in Europa del governo, e che oggi compie «un salto di qualità», passando dal dialogo «ex post» a quello «ex ante», e un «passo avanti» costituito dal semplice fatto che i partiti finora ferocemente contrapposti sono riusciti a scrivere una «intensa» mozione unitaria. Pure se ancora bloccata nella sua approvazione dall'ostruzionismo della Lega.

Un messaggio di unità nazionale intorno alle direttrici della politica comunitaria italiana che, sottolinea Monti, aiuta l'Italia a presentarsi in Europa «con la dignità che le spetta», evitando di «esportare polemiche di casa nostra che non giovano all'immagine dell'Italia ma alla propagazione di ingiustificati stereotipi su di noi». Unità su linee fondamentali che «non sono proprietà di un governo e tantomeno di uno schieramento contro l'altro, ma patrimonio del Parlamento, di tutti governi, dei partiti e di tutti noi italiani», dice tra gli applausi di palazzo Madama. Dopo aver riconosciuto il lavoro del governo Berlusconi su cui «ci stiamo muovendo in assoluta continuità».