15 settembre 2019
Aggiornato 23:00
Giustizia | Sovraffollamento delle carceri

Carceri, il Decreto torna in aula al Senato. Verso un accordo sui domiciliari

I relatori Filippo Berselli (Pdl) e Alberto Maritati (Pd) sono ancora alla ricerca di una strada che ne possa consentire l'approvazione: «Si lavora a soluzione condivisa». Il Cardinale Bagnasco: «Presto un piano, anche un suicidio è troppo»

ROMA - Torna domani in aula al Senato il decreto sul sovraffollamento delle carceri varato dal ministro della Giustizia Paola Severino, ma i relatori Filippo Berselli (Pdl) e Alberto Maritati (Pd) sono ancora alla ricerca di una strada che ne possa consentire l'approvazione. Approvazione in origine prevista entro giovedì scorso, saltata dopo il polemico intervento in aula a palazzo Madama del senatore Pdl ed ex ministro della Giustizia Nitto Palma, che ha contestato l'eccessivo ricorso alla custodia a domicilio in luogo del carcere per gli arrestati in flagranza in attesa di convalida o di processo direttissimo. Un intervento che aveva spinto Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, ad accusare l'ex guardasigilli di voler affondare il decreto. A quel punto Gaetano Quagliariello aveva chiesto un rinvio a nome del Pdl, e nemmeno un vertice con il ministro e i relatori, al quale aveva partecipato lo stesso Palma, aveva sciolto il nodo.
«Abbiamo lavorato in questi giorni per trovare una soluzione condivisa», garantisce al telefono Berselli. In ogni caso, avverte Silvia Della Monica, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, «dovremo arrivare in aula ed essere in condizioni di convertire il decreto». La seduta è in programma domani alle 16.30. I contatti telefonici di questi giorni, quindi, si tradurranno domattina in un confronto diretto fra gli interessati a palazzo Madama per chiudere la partita in ritardo, ma in tempo utile.

Bagnasco: Presto un piano, anche un suicidio è troppo - Il cardinale Angelo Bagnasco sottolinea «la necessità di approntare un piano carceri che sia degno di un Paese della nostra tradizione giuridica e umanistica», nella prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana. «Anche un solo suicidio, che avvenga per le condizioni disumane cui sono soggetti i carcerati - ha proseguito Bagnasco - è di troppo. Non è vero, e non si può pensare che quelle dei carcerati siano vite a perdere. Se un pensiero simile dovesse albergare nella coscienza di un solo cittadino sarebbe una sconfitta per tutti».