13 giugno 2024
Aggiornato 06:30
Il naufragio della Costa Concordia

Il Codacons avvia «class action» internazionale

Chiesti 128mila euro di risarcimento per passeggero. Aderendo all'azione si potrà, sulla base di successive istruzioni, entrare anche come parti civili nel processo penale in corso a Grosseto, nel quale il Codacons è già costituito come parte offesa

ROMA - Dopo il gravissimo incidente che ha coinvolto la nave da crociera Costa Concordia, naufragata nei pressi dell'Isola del Giglio, il Codacons lancia oggi, in collaborazione con i due studi americani Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP e Proner e Proner, una class action direttamente a Miami, negli Usa, contro la Costa e la Carnival. L'iniziativa - si spiega in una nota - è diretta a far ottenere ai passeggeri dell'imbarcazione il risarcimento per tutti i danni subiti. Si aspetta che la Corte Americana rifonda almeno 125 mila euro a passeggero, sino a 2 o 3 volte tanto per casi specifici e sino a oltre un milione di euro nei casi più gravi.

Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons, spiega: «La class action è rivolta non solo agli italiani ma ai cittadini di qualunque nazionalità che si trovavano a bordo della nave. Tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti (costo vacanza, beni personali persi o danneggiati, e ogni eventuale danno fisico), ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per i rischi corsi in relazione all'incolumità fisica. E' inammissibile che, nonostante le sofisticatissime strumentazioni a bordo di tali navi, installate proprio per evitare scontri e incagliamenti, si verifichino simili incidenti».
Aderendo all'azione si potrà, sulla base di successive istruzioni, entrare anche come parti civili nel processo penale in corso a Grosseto, nel quale il Codacons è già costituito come parte offesa, al fine di chiedere i danni ai responsabili diretti come il comandante Schettino e gli altri ufficiali di bordo. «Ovviamente questa azione non esclude una successiva class action anche in Italia e una azione di risarcimento danni in base al codice del processo amministrativo contro le capitanerie di porto e altre pubbliche amministrazioni che hanno omesso i doverosi controlli diretti a prevenire incidenti di questo genere».