13 giugno 2024
Aggiornato 06:30
Il naufragio della Costa Concordia

Al Giglio contaminazione sì, ma a livelli non tossici

Il Capo della Protrezione Civile Franco Gabrielli: Detersivi e disinfettanti «significativi ma non preoccupanti»

GROSSETO - Il relitto della Costa Concordia sta necessariamente contaminando, anche con la sua semplice presenza, le acque davanti al porto dell'isola del Giglio. Ma, ha tenuto a precisare oggi, Franco Gabrielli, i «test tossici» sono negativi. Questo vuol dire, spiegano alcuni tecnici al lavoro per il comitato scientifico presieduto dal Capo della Protezione Civile, che né gli idrocarburi né le sostanze più pericolose per la salute sono fuoriuscite dalla nave. E che quelle fuoriuscite finora, di minore impatto per l'ambiente, non sono in quantità tale da destare al momento una minaccia. I test hanno comunque evidenziato la presenza di detersivi e disinfettanti. Dai dati Arpat emergono «elementi significativi ma non preoccupanti di tensioattivi (detersivi) e sostanze clorurate (disinfettanti)». Gabrielli ha poi spiegato che «il comitato scientifico studia possibili contromisure», nell'eventualità che i test dovessero prima o poi risultare positivi. Ad ogni modo, «siamo pronti a raddoppiare il monitoraggio anti-inquinamento». Ai tecnici regionali dell'Arpat si sono affiancati quelli dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.