28 giugno 2022
Aggiornato 02:30
Il naufragio della Costa Concordia

Giglio, i test ambientali danno finora «esiti negativi»

Il Capo della Protezione Civile Gabrielli: «Si studiano comunque le possibili contromisure». Ai tecnici regionali dell'Arpat si sono affiancati quelli dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

GROSSETO - Al momento i test di tossicità delle acque intorno al relitto della Costa Concordia danno «esiti negativi». Lo ha comunicato il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che è al Giglio con l'incarico di commissario del Governo per far fronte anche all'emergenza ambientale, dopo che la nave si è incagliata davanti al porto dell'isola lo scorso 13 gennaio. Gabrielli ha spiegato che «nella riunione del comitato scientifico alle 15 si studieranno possibili contromisure», nell'eventualità che i test dovessero prima o poi risultare positivi. Ad ogni modo, «siamo pronti a raddoppiare il monitoraggio anti-inquinamento». Ai tecnici regionali dell'Arpat si sono affiancati quelli dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Contaminazione sì, ma livelli non tossici - Il relitto della Costa Concordia sta necessariamente contaminando, anche con la sua semplice presenza, le acque davanti al porto dell'isola del Giglio. Ma, ha tenuto a precisare oggi, Franco Gabrielli, i «test tossici» sono negativi. Questo vuol dire, spiegano alcuni tecnici al lavoro per il comitato scientifico presieduto dal Capo della Protezione Civile, che né gli idrocarburi né le sostanze più pericolose per la salute sono fuoriuscite dalla nave. E che quelle fuoriuscite finora, di minore impatto per l'ambiente, non sono in quantità tale da destare al momento una minaccia. I test hanno comunque evidenziato la presenza di detersivi e disinfettanti. Dai dati Arpat emergono «elementi significativi ma non preoccupanti di tensioattivi (detersivi) e sostanze clorurate (disinfettanti)». Gabrielli ha poi spiegato che «il comitato scientifico studia possibili contromisure», nell'eventualità che i test dovessero prima o poi risultare positivi. Ad ogni modo, «siamo pronti a raddoppiare il monitoraggio anti-inquinamento».